ULIANO

“La giungla non è fatta per l’uomo”

Non so se ci avete mai fatto caso, ma quando chiedete a qualcuno “Hey, come è andato il viaggio?” è molto probabile che la risposta sarà “Benissimo, gruppo favoloso!”.

Ci sta, uno va in vacanza anche per divertirsi.

Personalmente non ho mai ricevuto una risposta del tipo “Era gente molto in gamba, davvero!”.

Ho sempre ritenuto importante un punto fondamentale: avere in viaggio persone di “alto” livello. Non dico la principessa d’Inghilterra o il Sultano del Brunei, ma gente con gli attributi oppure con personalità uniche. Per me il fattore umano è fondamentale, non viaggio con gli scassaballe.

Uliano fa parte di un gruppo di nicchia che comprende viaggiatori indipendenti di grande competenza. Camerun, Gabon e Papua non sono luoghi proprio adatti per sorseggiate un te in santa pace. Specie se ci viaggi per svariati mesi con un bel sacco in spalla. La forza fisica e mentale sono caratteristiche imprescindibili per affrontare esperienze del genere in autonomia. Non so ancora se Ulio sia prima un atleta e poi un viaggiatore, o viceversa!! Questo lo rende adatto per viaggi in cui non sai mai cosa la giornata abbia in riserbo per te.

A Sumatra in alcune circostanze sembravamo due reduci da un bombardamento aereo e in fuga in mezzo alla giungla, in cui ad ogni istante dovevi per forza trovare una soluzione. Ogni santo giorno una nuova sfida.

Qualche giorno fa a pranzo una mia cara amica mi ha chiesto delucidazioni sull’affermazione “Questo è un viaggio che può mandarti fuori di testa”. Bene, immaginate di camminare ogni giorno con il sacco in spalla, in mezzo alla giungla piena di sanguisughe fameliche e con una guida che di tanto in tanto si perde e ti chiede “Scusate ragazzi, non è che voi vi ricordate la strada per tornare indietro?.  Metteteci pure il fatto che il cibo manca e quindi devi per forza fare razione con un pugno di riso e l’immancabile te verde. Non fare la doccia per giorni ti rende un sacco dell’immondizia. Devi combattere il clima, la stanchezza fisica e mentale, la sfiga, gli sbalzi di temperatura, la tigre a spasso accanto a te e gli orango che ti planano sopra con il rischio di beccarti qualche ramo nella croce degli occhi. L’ospedale più vicino è a 13 ore, se ti fai male o non ti senti bene devi cavartela da solo all’inizio. Non c’è nemmeno la mamma per chiamare, i cellulari non prendono campo. Ecco, sono elementi sufficienti per deviarti mentalmente.

Ma credetemi, è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Con una persona di grande esperienza e con gli attributi, per un viaggio irripetibile.

Di quelli che conosco Uliano era ed è l’unico che può affrontare esperienze di questo tipo senza problemi, affrontando il tutto con naturalezza. Ci siamo rilassati solo il 30 gennaio dopo quasi un mese di corsa, sulle rive del lago Maninjau. Una bella stretta di mano e tante pacche sulle spalle.

Missione compiuta.

Un lavoro di squadra perfetto. Lui continuerà per altri due mesi il viaggio verso altri luoghi dell’Indonesia con calma, mentre io tornerò a Kuala Lumpur per riposarmi e ingozzarmi di qualsiasi schifezza a tiro.

L’unione delle due nostre menti “eccelse” ha dato il via all’evento “culturale” (ancora senza titolo) dedicato a questa nostra esperienza di viaggio. A Senigallia (AN) racconteremo sia del viaggio a Sumatra denominato “SumatraJungleTrek” che dei restanti due mesi passati da Uliano in solitaria.

Appuntamento per chi vorrà l’1 DICEMBRE 2017 con location da decidere!

Grazie Ulio!!

Tiger Trek – Kerinci

 

 

 

 

 

 

 

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