TRAVEL BUDDY

Arrabbiarsi in viaggio: che cosa orribile!!

Lavoriamo un anno intero sognando quella spiaggia, quel mare, quelle onde, quella cima, quell’accogliente baita di montagna con le caprette intorno. Lo stress mentale e fisico è al massimo ma tu hai già pianificato tutto, ti sei messo d’accordo con un amico o più amici per la vacanza dell’anno. Oppure nessuno ha appoggiato la tua idea, quindi hai deciso di viaggiare con qualche Tour Operator e di unirti al gruppetto in formazione. Il solo pensiero di partire per vivere momenti magici e indimenticabili ti aiuterà nell’attesa di QUEL giorno, i giorni voleranno. Letteralmente.

E poi il momento tanto atteso arriva. Parti carico, l’adrenalina alle stelle, la valigia in ordine. I PRIMI giorni tutto ok, tutto grandioso.

Poi capita spesso che il meccanismo fa crack e la vacanza si rovina. E tu maledici te stesso e tutti quelli intorno a te.

La chiamano “psicologia” di gruppo. Dall’alto della mia ignoranza non conoscevo questa parola, visto che dal 2006 fino al 2011 ho viaggiato sempre per conto mio. Non dovevo pensare a nulla, solo a me stesso. Ovviamente i problemi in corso del viaggio li ho dovuti risolvere da soli: doganieri, poliziotti corrotti, commercianti disonesti per completare la lista dei nemici di sempre. Giornate infinite. Poi magari alla fine della serata pensavo “Anche questa volta mi è andata di lusso”. Non avevo responsabilità nei confronti degli altri e nessuna palla al piede, potevo stare sereno.

Un bel giorno partecipai a un corso, uno Stage di “psicologia” presso un noto Tour Operator italiano, leader nel settore viaggi in fuoristrada su auto e moto in tutto il Mondo. Lo strizzacervelli in questione era un bravissimo psicologo, aveva lavorato anche nei SAS di Sua Maestà la Regina Elisabetta: l’esercito d’ elite della corona britannica. Era abituato a sopportare personaggi non proprio malleabili, per lo più pazzi scatenati. Quel corso era mirato a far si che NOI fossimo in grado di risolvere qualsiasi problema in corso di viaggio. Di natura mentale. Un parolone, la mente umana è un universo infinito con ancora tanti misteri da scoprire. Peggio di un buco nero nello spazio.

Gli raccontai della mia esperienza in Libano alla domanda “raccontatemi dei vostri viaggi”, non proprio il posto giusto per sorseggiare un te in santa pace. Lo strizzacervelli mi chiese il perché della mia scelta di andarci da solo senza un compagno.

Nessuno mi ci viene, Dottore.

Il Paese era in piena guerra civile, nel 2009. Ma il Dottore non ne volle sapere, mi ritenne un solitario naturale e mi invitò candidamente a frequentare il corso con meticolosa attenzione. Obbiettivamente la sua diagnosi era sballata di brutto, ma in qualche modo da quel giorno iniziai a vedere le cose sotto una forma totalmente diversa. 16 ore al giorno di training giornaliero, con i muscoli del cervello sempre in funzione: costellazioni familiari, attività di gruppo, lezioni sul linguaggio del corpo&problem solving. Dopo 4 giorni al massacro, la sentenza finale:

“Se in viaggio la gente litiga durante un tour è un problema, DOVETE avere la capacità di prevenire tramite i vari segnali del corpo e del linguaggio. Se poi è troppo tardi e succede il fattaccio, dovrete risolvere il tutto alla svelta in poche ore, altrimenti sarete nella merda e il gruppo si sfalda di conseguenza”.

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IL “Dream Team”, Mongolia Expedition -2011

Da li a poco tempo mi ritrovai in Mongolia, durante il primo tour con moto a nolo organizzato dall’Italia in quel Paese. Gente davvero in gamba, quella. La mia “Università”, 2 settimane nel deserto del Gobi. Da quel momento in poi 3 viaggi in fuoristrada di gruppo e altri 5 zaino in spalla nel giro di 6 anni, molti dei quali gestiti da me personalmente e con nel mezzo sempre qualche giretto in solitaria. Ma non nascondo che il viaggio in gruppo è molto più divertente, pensateci: che senso la vita se non la condividiamo con qualcuno?. Un bagaglio d’esperienza che mi ha messo di fronte a realtà davvero incredibili, nei luoghi più sperduti del Mondo.

Condividere un viaggio è molto più complesso di fare una bevuta al bar o una “vasca” sul lungomare. Un equilibrio sottile che dipende da una lunga serie di fattori, in PRIMIS la scelta del nostro partner!

Nelle prossime righe troverete delle considerazioni personali maturate in 14 anni di avventure. Capirete come scegliere il partner giusto, risolvere i problemi più comuni senza perdere la calma e molto altro per vivere una SUPER esperienza!

LA RICERCA DEL TRAVEL BUDDY

Il primo passo, ed è fondamentale. Da questo punto potrete scartare parecchia gente non idonea al vostro piano di viaggio. Lo “stile” rappresenta il MODO in cui affronterete l’esperienza, dipende dai gusti.

Ve ne elenco alcuni, i primi che mi vengono in mente:

  1. Vacanza in un villaggio turistico o nave da crociera.
  2. Vacanza in comitiva (spostamenti in bus-aereo-auto-a piedi/escursioni con GUIDA perennemente sul collo 24h con un travel plan prestabilito dall’Agenzia);
  3. ) Viaggio in spalla itinerante  fai da te di gruppo con un travel plan pianificato già in partenza (da voi);
  4. ) Viaggio on the road di gruppo (strutture prenotate dall’Agenzia&Guida 24h);
  5. ) Viaggio on the road fai da te di gruppo;
  6. ) Viaggio off road di gruppo (con Agenzia&Guida 24h);
  7. ) Viaggio off road di gruppo fai da te;
  8. ) Viaggio on the road/off road in solitaria (con travel plan pianificato per voi dall’Agenzia).

Per ultimo lascio il mio punto preferito, che recita “Parti giusto con l’idea di vedere alcune cose ma non prenotare e non pianificare un bel niente in anticipo”. Battezzata in maniera ironica il sistema “Massimi-Luponetti”, durante un viaggio a Sumatra. In sostanza significa “Arriva e poi vedi giorno per giorno”. Niente certezze, niente prenotazioni, niente guida o supporto. Nulla. Sono esperienze di nicchia, di quel 5% che sceglie questo modo di cazzeggiare per il mondo. Ne parleremo più avanti.

Ho vissuto personalmente tutti i punti elencati tranne il numero 8, francamente ne faccio volentieri a meno.

MA VOI avete deciso di essere LA MENTE, l’organizzatore, l’ideatore. Quindi puntate sul FAI DA TE, punti 3, 5 e 7. IL 70% di questa categoria viaggia senza i propri mezzi e quindi si sposterà con i bus, auto a nolo, autostop, a piedi, in treno; il restante 25% opziona per un viaggio on the road con mezzi propri ma qui le difficoltà aumentano, insieme ai costi (guasti all’auto, incidenti per strada etc) ; infine, il 5% che decide di avventurarsi off road in Nord Africa con mezzi propri. Sono rari quanto i Panda. Costi esorbitanti, rischi oggettivi, incidenti quasi inevitabili, guasti. Poca gente davvero competente in un universo di incompetenti……

Una volta deciso il MODO, arriva la parte più bella: la destinazione&la ricerca del travel buddy!

Me Vs Claudia - Salar de Uyuni
Me e Claudia – Salar de Uyuni, Bolivia (Pasìon Sud America-2016)

Un tipo a cui non piace parlare molto o a stare in compagnia preferirà seguirvi in un viaggio con al massimo 2-3 persone in luoghi tranquilli, senza troppa confusione e con la possibilità di ritagliarsi un po’ di spazio per se stesso. Un tipo estroverso invece vi seguirà volentieri in un viaggio di gruppo, dove esiste la concreta possibilità di condividere l’esperienza con un bel po’ di conoscenti/sconosciuti al seguito. La privacy è quasi inesistente, tranne quando si va al bagno. Il viaggiatore solitario, al contrario, preferirà al massimo viaggiare con un SOLO compagno per un periodo limitato e solo in maniera occasionale, ovviamente senza agenzia o guide. Di solito non accetta opinioni diverse dalla sua e vuole sempre avere ragione. Il gallo del pollaio insomma. La nota positiva è che è una persona in gamba, con un bagaglio d’esperienze notevole da cui si può imparare molto. Il tipico rovescio della medaglia.

IMPARARE

IL FATTORE UMANO. Questo sconosciuto.

Tutti a parlare di luoghi e destinazioni, ma sono le persone che renderanno il nostro viaggio memorabile. Cercatevi dei partner affidabili, all’altezza delle vostre aspettative. Non è detto che il vostro amico d’infanzia sia il compagno ideale, anche un perfetto sconosciuto può essere IL VALORE AGGIUNTO. Al vostro ritorno a casa potrete vantarvi quanto volete delle vostre foto e di quanto siete stati bene, condividendo le foto per tutto il tempo. E il resto? Che cosa vi è rimasto? Avete mai pensato che da un viaggio potete IMPARARE molto dalla persona accanto a voi?

Pensateci.

La destinazione. C’è solo l’imbarazzo della scelta e preferisco sorvolare sulla cosa.

Avete scelto?

Bene, ora avete in mente sia il modo in cui volete viaggiare che la destinazione. Siete alla metà dell’opera.

Vi elenco un po’ di domande che dovete farvi mentre fantasticate su chi invitare, ve lo dico per esperienza personale (alcuni punti rasentano il ridicolo, ma così è!):

  1. Tizio/a è adatto/a per il tipo di viaggio che voglio intraprendere?;
  2. La destinazione è adatta per lui/lei? Gli piacerà?;
  3. Rompe costantemente le scatole oppure no?;
  4. Ha l’ansia e quindi ha paura anche della sua ombra? Oppure è un tipo sicuro?;
  5. Mangia di tutto oppure è schizzinoso? Ha intolleranze alimentari? Allergie? Vegano?;
  6. La sua salute è buona? Magari ha delle esigenze particolari?;
  7. Cellulare-dipendente? Ha l’ossessione del wi-fi?;
  8. Sente la mancanza della mamma, degli amici o della fidanzata/o?;
  9. Affidabile o no?
  10. Maniaco di politica/religione/cibo? Razzista?

Fatevele queste domande. Molti sono esigenti sul discorso “età”, ma non è importante credetemi.

L’età, la religione, la razza e l’orientamento sessuale non sono un problema per la buona riuscita del viaggio, ve lo dico sempre per esperienza personale. Focalizzatevi più che altro sulle sue abitudini, sul linguaggio, sul suo livello di ignoranza……

La sicurezza anche è un tema ricorrente. Se si viaggia in Europa non ci sono grossi problemi (Ok, quasi. Parigi è diventata Gerusalemme ma sorvoliamo) ma se si accenna a mete esotiche il discorso cambia. Malattie, animali, popolazioni indigene, diverse lingue e culture: queste cose mettono ansia a un bel po’ di potenziali viaggiatori. IL “diverso” spaventa. Più la meta è “particolare”, più chi propone l’idea ha la responsabilità della buona riuscita del viaggio. IN questo caso, dovrete essere persone AFFIDABILI e COMPETENTI. Di conseguenza anche i vostri compagni di viaggi dovranno essere alla vostra altezza.

Una volta che avrete selezionato i vostri candidati o il candidato ideale, preparate un travel plan. Perdeteci del tempo e non dimenticate di elencare i luoghi che volete visitare/le attività da svolgere. Alla gente piace fantasticare con la mente mentre legge, quindi è importante essere descrittivi. Il prezzo tenetevelo per voi. Quando vi trovate di fronte a Tizio/a con il bellissimo travel plan vi dovrete aspettare due reazioni.

OH interessante, fammi dare un’occhiata”. Meglio di così non poteva andare.

“Si ok ma quanto costa?”. I tipi così li incontro spesso a lavoro, ti chiedono il costo prima di vedere esattamente cosa hai da proporgli. Vi consiglio di lasciare perdere, cercate qualcun’altro. Sono persone pesanti.

Se invece il “Quanto costa?” esce allo scoperto dopo la lettura del travel plan, allora ha senso. Vi siete assicurati che il vostro potenziale travel buddy è interessato alla cosa, ha letto la vostra proposta. Gli avete illustrato per bene il tutto, quindi ora gli mostrerete il prezzo arrotondato che avrete ipotizzato. Se nei giorni successivi il travel plan necessiterà di modifiche all’itinerario come richiesto dal “cliente”, fate pure. Dal momento che condividete il viaggio, dovrete venirvi incontro anche sotto questo aspetto!

BUON VIAGGIO 😉

Emanuele

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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