#3-Bolivia

Parte prima: cosa fare nella vita

San Pedro de Atacama/Chile

8.00am

Ricordo che stavo seduto sul tavolo, avevo preso un caffè e un tozzo di pane con marmellata per la prima colazione; Claudia era andata in bagno e intorno a me la comitiva pronta a varcare il confine cileno/boliviano, tutte facce nuove all’orizzonte; ad un certo punto noto un tipo che stava girando per i tavoli, dai lineamenti non era di sicuro un sudamericano e dai suoi movimenti “felpati” e la sua voce ero sicuro che al 99% fosse italiano; dopo aver importunato due tipe di stampo celtico ecco che finalmente si avvicina a me.

“Sei italiano?”

Ma guarda un po’!!

“No sai, sto facendo il giro dei tavoli per dei consigli che voglio darvi (??????????????) riguardo al confine. Mi raccomando non dategli i 15 boliviani ai doganieri, è una tangente! Noi siamo italiani e non dobbiamo dargli nulla! Io ci sono stato, funziona così, sto facendo il giro dei tavoli per diffondere la cosa!”

“Ma tu sei una guida?”

-NO

“Sei boliviano?”

-NO

“Stai viaggiando con qualcuno?”

-NO

“Grazie delle preziose dritte, lo dirò anche alla mia partner di viaggio……..”

Questo tipo si chiama Ludovico, romano, ed è esattamente il tipo di persona che odio incontrare in giro per il Mondo. Per prendere il nostro fuoristrada dovevamo farci un pezzo con il Bus fino alla frontiera con questo rompicazzo. Per un’ora e mezza non ha fatto altro che darci consigli senza che nessuno gli abbia chiesto nulla(“perchè io ho esperienza”): in fin dei conti viaggia da solo e a qualcuno deve rompere le balle no?

Dopo aver capito che è da 5 anni in Australia con i soldi di papà come STUDENTE (senza lavorare si campa bene!) e con la speranza di prendere la cittadinanza li (sputtanando la mia Nazione oltretutto) ho dedotto che era solo un poveraccio che vaga per il mondo senza uno scopo nella vita. Il mio rispetto verso di lui era a livelli polari sotto lo 0.

“Poi quando torno in Australia non so davvero cosa farò, bò, vediamo!”

Esatto. Bò!!!!

Intanto io e Claudia volevamo levarci dalle balle quel peso ingombrante

To be continued………

La differenza tra la Bolivia e gli altri Stati che avevo visitato è enorme. Non solo per il paesaggio ma anche per l’atmosfera che, se ci pensate bene, dipende molto dalle persone locali e dalle loro abitudini.

laguna colorada - Bolivia
laguna colorada – Bolivia

Ammetto che questo Paese mi ha regalato dei paesaggi meravigliosi che rimarranno indelebili nella mia mente; le svariate lagune ai piedi dei Vulcani ma soprattutto il Salar de Uyuni, la più estesa distesa di sale al mondo a 3700m di altitudine. Abbiamo avuto la fortuna di godercelo nel massimo splendore: con l’acqua!

Se anche voi sarete fortunati questo magico luogo diventerà come un enorme specchio di 120km!! Le nuvole e il sole saranno sotto i vostri piedi mentre toccherete il cielo con un dito…. meraviglioso!!

Ma questa “goduria” ha un prezzo…… fisico&mentale!!! Tutto completamente off road, bisogna sapere prepararsi in maniera adeguata.

Rewind…..

Con Claudia stavamo bevendo l’ennesimo smoothie di un pomeriggio infuocato (38 gradi, una cosa del genere); accanto a noi un gruppetto di baldigiovani di chiaro stampo anglosassone, a loro volta con una fila di birre ghiacciate; avevano le facce cotte come se fossero state bruciate sulla piastra per un barbecue, ovviamente non erano un bello spettacolo. La tipa del gruppo fa “E’ stata dura, durissima. Mi sono spaccata la schiena… e poi i ritmi sono stati massacranti!”. A ruota sento un “Bella la Bolivia e lo uyuni, ma che fatica!”.

Mi ci è voluto poco per capire che la loro esperienza boliviana era stata una gara al massacro. Erano in 3 e in tutte le medesime condizioni………

Colgo l’occasione per darvi delle dritte per uscire “vivi” dal mitico 4×4 lungo l’altopiano boliviano.

Isla Incahuasi - Bolivia
Isla Incahuasi – Bolivia

In primis, se partite da San Pedro de Atacama, le agenzie vi forniranno 2 opzioni; è la prima scelta che affronterete ma sarà di vitale importanza: la 4 giorni(3 notti) o la 3 giorni (2 notti).

“in 4 giorni ritornerete poi a San Pedro, è la formula più economica e la più gettonata. In quella di 3 giorni dovrete per forza di cosa prenotare un trasporto privato (che costa 1200$!!!!!)”

A o B????

B tutta la vita, togliendo ovviamente i 1200 Sesterzi del trasporto privato!! Il centro di Uyuni, terminal naturale di tutti i tour che visitano l’altopiano, fornisce un buon servizio di autobus per CALAMA (la città più vicina a San Pedro, quindi in territorio cileno). Costa poco e sono ultra comodi; vi risparmierete la massacrante 4°giornata (il trasferimento da Uyuni a San Pedro vi prenderà un giorno e mezzo su 4×4; gli autisti boliviani parlano poco e vanno a tutto gas, sentirete tutte le buche dello sterrato fino ad arrivare a notte fonda al rifugio con pochissime soste; il giorno dopo partirete alle 4 del mattino per essere in frontiera a mezzogiorno……….

Quindi: visitate bene San Pedro (ne parlerò adeguatamente nel paragrafo dedicato al Chile). fate 3 giorni nel Salar de uyuni e poi andate a Calama; prendete l’aereo da li o il bus e filate fino a Santiago del Chile!! Formula dei 3 giorni e 2 notti e vi salverete!!!

Capitolo rifugi…… interessantissimo!

Non pensate di trovare hotel 5 stelle, campeggi, loudges o cose simili; aspettatevi locali sporchi, pieni di cacca, con disponibilità d’acqua limitate e con la luce che alle 22 precise cessa d’esistere!!

sunrise - Salar De Uyuni
sunrise – Salar De Uyuni

Il primo giorno vi fermerete in mezzo al nulla, e non è un modo di dire. Dopo aver attraversato varie lagune (Laguna Verde&Coloradin primis) e un bel “centro termale”(il “Mirador Aguas Calientes”,una pozza con acqua calda in cui al massimo sciacquatevi per 15 minuti…altrimenti a fine giornata vi sentirete di merda causa altitudine/temperatura esterna) nei pressi della recerva National de Fauna Andina Eduardo Avaroa (i “Flamencos” sono gli assoluti protagonisti) vi fermerete in un rifugio. La mia più grande sfortuna è stata trovare un nutrito gruppo di koreani; non sono mai stato in Sud Korea ma in sudamerica ne ho visti a decine di loro e di conseguenza posso sbilanciarmi; l’acqua in quelle zone della Bolivia è un bene prezioso: perchè devi usare 100 litri per i cavoli tuoi? Ogni santa volta che andavo al cesso c’erano loro che si pulivano dalle punta delle dita fino all’ultimo capello in testa per almeno 1 ORA, sprecando acqua e facendo rimanere me e gli altri “normali” a secco!! “Prego, prego, lavati pure i denti!”. Con i tuoi piedi dentro il lavandino NO GRAZIE, ma apprezzo il gesto!! Capisco che eravamo in condizioni igieniche precarie ma c’è un limite a tutto! Non esiste una rete idrica, tantomeno delle grosse cisterne o dighe nei paraggi; l’acqua viene portata attraverso mezzi 4×4(ma non tutti i giorni) oppure viene raccolta quella piovana. Le fogne ovviamente sono a cielo aperto.

Salar de Uyuni - Bolivia
Salar de Uyuni – Bolivia

Per la Bolivia l’ondata di koreani rappresenta manna dal cielo (tanti quattrini), quindi nessuno della famiglia che gestiva il rifugio gli ha rifilato un cazziatone….. Il cibo che vi daranno sarà sufficiente per non farvi star male; in cucina non pulivano da almeno 100 anni, se i NAS passavano di li avrebbero messo i sigilli in pochi secondi e avrebbero fatto chiudere baracca; l’igiene da quelle parti manca quindi fatevi una ragione e MANGIATE! Pasta, patate e verdure caratterizzano il menu, accompagnati da birra e acqua.

Dicevo… alle 22 tutti a nanna!!! Staccano la luce (pannelli solari e batteria di accumulo) e ficcatevi rapidi sotto le coperte, pezzo forte del rifugio (non muorirete di freddo).

Il giorno dopo sveglia alle 7 e tutti in direzione del rifugio di SALE. Durante il tragitto per tutto il santo giorno attraverserete lagune, fenicotteri, volpi e altre carovane di intrepidi come voi. Mano a mano il paesaggio cambierà sotto i vostri occhi. Verso il crepuscolo raggiungerete il vostro “nido”, interamente fatto di SALE (mura, tavolini, la base del pavimento… tutto salato!). Quando con Claudia arriviamo a destinazione tirava un vento della Madonna che evocava Mosè e il passaggio attraverso il Mar Rosso. La prima cosa che ho pensato è stata “E’ un luogo estremo”. Di fuori sembrava Marte, solo e soltanto SALE. Eravamo entrati ufficialmente nel Salar de Uyuni.

Visto che di fuori non era possibile farsi un giro, l’unica cosa da fare è stare dentro e mangiare.

Salar de Uyuni - Bolivia
Salar de Uyuni – Bolivia

Capitolo mal di montagna.

Quando si sta per diversi giorni ad altitudini superiori ai 3000 metri è facile avere giramenti di testa, vomito e altri sintomi che vi faranno sentire come merde. Victor, la mia guida, mi diceva che ogni giorno qualcuno che accompagnava si sentiva male, magari in auto. Per evitare ciò non c’è nulla di meglio che mangiare e bere ogni santa ora: frutta secca, foglie di coca (e si proprio quelle), cioccolata, acqua, tè/caffè, biscotti e andrete alla grande!

Il rifugio in questione è gestito sempre da una famigliola con un bel po’ di bambini; quest’ultimi hanno già sviluppato il senso per gli affari; visto che in Bolivia la corsa in bagno è a pagamento (6-10 boliviani a seconda se ti fai pure la doccia) è stato interessante trovarmi una nana di 3 anni che, come per magia, esce da qualche tunnel nei pressi del cesso per chiedermi i soldi!!!

Il giorno seguente la sveglia sarà alle 4, per poi andare a vedere l’alba meravigliosa nel Salar. Come dicevo all’inizio, pregate che piova!! Senza l’acqua questo luogo perde la metà del suo fascino. Nei giorni precedenti Claudia era un po’ preoccupata per questo fatto qui, lassù qualcuno la ascoltata e voilà una mega alluvione il giorno prima!

Una gran botta di culo!!!

Da li raggiungerete l’isola di Incahuasi in cui sosterete per la colazione, per poi andare in mezzo al Salar e farvi delle meravigliose foto!!!

Me Vs Claudia - Salar de Uyun
Me Vs Claudia – Salar de Uyun

 

Avendo scelto l’opzione di 4 giorni e 3 notti(grande mistake), alle 13 ero già nel centro di Uyuni (quindi fuori dal Salar), pronti al trasferimento a Sud. 5 ore di off road massacrante, soprattutto se ti trovi nei posti dietro in cui le buche le senti tutte……… Alle 20.30 arriviamo distrutti al rifugio, la faccia di Claudia era quella di un cane bastonato. Alle 21.30 precise lei si fionda nel letto, mentre io ne approfitto per conoscere delle facce nuove: una coppia di cileni e uno spagnolo solitario.

Disgraziatamente il mio spagnolo era 0, cioè posso capire l’80% delle parole ma loro non capiscono una parola d’italiano (è un mistero che non capirò mai).

Se la coppia rimaneva muta in religioso silenzio, Andreas aveva voglia di comunicare e iniziò a snocciolare qualche parola d’inglese (vi avverto…. è una lingua quasi bandita in america latina, sembra che lo parlino in pochissimi…..).

Certo, il suo English faceva cagare ma almeno due parole in un silenzio irreale (oltre a Claudia, nel mondo dei sogni c’erano altri 3 gruppi di una decina di persone collassate sul letto). Davanti a noi un piatto di pasta in bianco e una strana salsa accanto………..

“Sto cercando la mia dimensione capisci? Con mio fratello stiamo girando il Sud America alla ricerca di un posto in cui trasferirci (loro sono spagnoli ndr). Il Chile tra 1 anno andrà a picco, quindi domani andrò in Perù”

Andreas ha 45 anni e non avevo capito bene che cosa stesse cercando di preciso, fino a quando……

“Pensavo di vivere sull’Isola di Pasqua, dopo 6 mesi ho capito che non era il caso”

Li ho avuto un tonfo al cuore per un paio di motivi: in primis volevo andarci anch’io per qualche giorno ma costava un botto; in secondo luogo…. che cazzo fai 6 mesi(o tutta la vita) su un’isola che ha il diametro di una galletta di riso????

Poi la perla finale:

“Bò poi vedremo!”

In quel momento ho pensato a lui, a Rachel, a Ludovico e a tanti altri che vagano per questo continente alla ricerca di un’ispirazione per la vita……. Non sanno proprio che cavolo fare!!! Claudia ha ragione quando dice che non ha senso viaggiare in questo modo quando, prima o poi, tornerai a casa SENZA un cavolo da fare once again.

O ti sposti con un’idea precisa di cosa vuoi fare, oppure ha poco senso”

Parole sante.

Rachel tornò indietro con coi, per poi prendere un bus da San Pedro direzione La Paz (un giro della madonna), per poi arrivare a Lima con un secondo, terzo o quarto bus…… Il Chile aveva prosciugato tutte le sue risorse, il lavoro in ostello a Santiago era stato poco soddisfacente e nel giro di un mese doveva tornare in Germania. Sempre se avrà qualche pesos in tasca.

“Sono costretta, non ho finanze”

Lei è solo una delle tante vittime del Chile, dal punto di vista economico si intende. La Germania del Sud America non risparmia nessuno!

A fine serata, stanco morto, vado a letto con quella strana salsa rossa nello stomaco.

Sarà l’inizio delle mie sofferenze!!!

Emanuele

Parte seconda: cosa fare ANCORA nella vita….

Nei pressi della dogana boliviana, durante il viaggio di ritorno, accanto al doganiere c’era una richiesta di denaro di 15 Bolivianos,che sapeva molto di tangente come il saggio Ludovico disse MA c’era il timbro del Governo….. Rachel disse “Io non li pago quelli”. In Paesi poveri il pagamento di una somma è sempre richiesta, 15 bolivianos sono quasi il prezzo di una visita in uno degli squallidi bagni che troverete lungo il tragitto(la puzza vi stapperà il naso) quindi non ha senso mettersi a discutere. Rachel era determinata, come Angela Merkel, a non pagare. Peccato che è bastata un’occhiataccia del primo doganiere per fargli cambiare idea.

“Paga e zitta!”, disse il secondo.

Bravo Ludovico, grazie per le tue perle di saggezza!!!!

A ritmo di “reggaeton” (pare che in Bolivia ascoltino solo questo… dopo un po’ mi ero frantumato le palle) mi giro per l’ultima volta ad ammirare l’altopiano, incurante di quello che mi succederà da li a breve…..

 

 

 

 

 

 

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