5#-Jbel Sarhro/Gorges du Dades

Immaginate di camminare ore e ore lungo una landa desolata; l’orizzonte piatto del deserto è l’unica cosa che i vostri occhi scorgono; intorno a voi solo sabbia, desolazione e un caldo insopportabile; grondolate sudore come un asciugamano appeso allo stendino dopo il risciacquo in lavatrice; metteteci pure il fatto che state morendo di sete e magari la vostra boraccia è priva d’acqua.

Qual’è il primo pensiero che vi verrebbe in mente?

Un bel fiume, acqua a volontà, tante palme da cocco e magari un bel frigorifero pieno di angurie fresche.

 Jbel Sarhro/La Valle dei Berberi
Jbel Sarhro/La Valle dei Berberi

Dopo 9 giorni in mezzo in mezzo al nulla non esagero se la mia mente pensava alla stessa maniera di quel morto di fame sopra citato! Certo, ero sul mio 4×4 e avevo licenza di accendere l’aria condizionata ogni volta che superavo i 38°C…. ma la sostanza non cambia. Hai un desiderio perverso di un cambiamento, un’immagine che non sia gialla(sabbia) e monotona; un qualcosa che ti dia morale “psicologico”. Grazie ai datteri che avevo sempre a portata di mano fisicamente ero in discrete condizioni MA la voglia di fresco iniziava a prendere corpo.

 Jbel Sarhro/La Valle dei Berberi
Jbel Sarhro/La Valle dei Berberi

Appena uscito dal deserto iniziavo a vedere le montagne con qualche sprazzo di neve sulle cime. Era il massiccio Jbel Sarhro. Dopo 20km di polvere e piste dure la salita mi portava intorno ai 1500m di quota; ad un certo punto di fronte a me una macchia verde più a valle: acqua, palme, vita!!! Più o meno la stessa cosa  che Giosuè buon’anima vide quando con il Popolo Eletto arrivò nella Terra Promessa!!!

Di fronte a me una visione celeste, uno spettacolo!

La “Valle dei Berberi” si trova lungo una strada di 30km circa nemmeno segnata sulle mappe che attraversa decine di villaggi abitati dalla popolazione indigena, che non parla assolutamente una parola di francese. Sono completamente autosufficienti per quanto riguarda il cibo e l’acqua; ho intravisto anche qualche rustico pannello solare qua e là.

Una botta al morale dicevo!!!

 Jbel Sarhro/La Valle dei Berberi
Jbel Sarhro/La Valle dei Berberi

Mentre allegramente attraversavo la Valle non era raro che i ragazzi del posto ti chiedessero fumo, acqua, biscotti o altro: li erano considerati come il caviale da noi.

Ricordo con allegria un inseguimento da parte loro degno di una serie-tv americana(ho fatto l’errore di regalare un pacco di Gocciole Pavesi a una bimba, scatenando la controffensiva degli altri…..)

Le ragazze sono un capitolo a parte e provo a spiegarvelo.

 Jbel Sarhro/La Valle dei Berberi
Jbel Sarhro/La Valle dei Berberi

Oltre al fatto che le tengono per la maggior parte del tempo in casa, quando va di lusso le si può trovare lungo il fiume oppure nei campi; appena vedono una macchina fotografica o un estraneo tendono sempre a coprirsi, a scappare e comunque a dare poca confidenza.

Epico il momento dell’incontro con il capo villaggio.

Mentre l’Unimog aveva dei problemi con la foratura di una gomma lungo le sponde del fiume noi del gruppo ne approfittammo per cambiare l’acqua alla vite…… Ad un certo punto mentre mi apprestavo al momento di relax vedo una sagoma bianca avanzare con un bel turbante: la sua tunica in stile Gesù Risorto non passò inosservata.

Mentre si avvicinava a passo lento…..molto lento……. ci preparammo per l’accoglienza. I suoi occhi sgranavano tutte quelle auto davanti con stupore: chissà questi matti come ci sono finiti qui.

Lorenzo provò a snocciolare qualcosa nel suo ottimo francese, ma il Gesù berbero non capì un tubo e ci rispose in arabo. L’intenzione era fargli capire che la ruota aveva forato, per 15 minuti il teatrino andò avanti fino a quando il tizio capì che eravamo solo un gruppo di disperati e che quindi non meritavamo ulteriori attenzioni.

Superato il “Giardino dell’Eden” contenti e soddisfatti, due giorni dopo fu il momento delle Gole del Todra e del Dades, nel cuore dell’Atlas

Gorges du Dades
Gorges du Dades

Ok, mi aspettavo dei bei luoghi….ma non così!! Una gola immensa in cui l’erosione da parte degli omonimi fiumi ha creato una cosa spettacolare! La strada che serpenteggia tutta la zona si guida che è un piacere in uno scenario unico nel suo genere. Fra le due valli c’è una strada che si e no i marocchini conoscono……

Almeno non era un deserto!!!

Gorges du Dades
Gorges du Dades

Rafting, kayaking e climbing sono solo alcune delle attività che si possono fare qui e dentro di me pensai a quanto mi rodeva il fatto che non potevo rimanerci qualche giorno di più!!! 

Gorges du Dades
Gorges du Dades

Per concludere…..una meta imperdibile per chi visita il Marocco!

 

 

 

 

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