1#-Chefchauen

Durante i miei viaggi a cazzeggio per il globo è sempre mia premura non guardare le foto dei luoghi che andrò a visitare: quale cosa migliore della sorpresa?

“Vedrai domani, sarà bellissimo”, così diceva Mery mentre eravamo in campeggio e Mauri si prendeva un cazziatone da un campeggiatore tedesco a causa del rumore del suo compressore (erano le 23.30…). E già, con l’oscurità l’unica cosa che vedevo era la luce dei bagni e qualche torcia frontale quindi il paesaggio intorno a me era un’incognita.

Chefchauen
Chefchauen

“Osteria ma siamo in Grecia?”, è stato il mio primo pensiero il giorno dopo mentre mi incamminavo per le vie di Chefchauen. Il colore predominante dei muri della località? Bianco e azzurro circondato da un paesaggio meravigliosamente “verde”! Se fosse stata sul mare poteva essere scambiata per Corfu o Santorini……

“Qui hanno costruito gli Ebrei, il colore bianco/azzurro simboleggia la Stella di Davide. Anche i taxi sono azzurri! Originalmente i muri erano verdi, il colore simbolo dell’Islam”.

Pensa un po’, vengo in un Paese islamico e il primo giorno mi ritrovo a Israele !! Dalle 9 alle 10 del mattino salendo le viuzze della città vecchia non incontro anima viva: rimango affascinato dalle sensazioni che questo luogo emana mentre a piccoli passi mi gusto il momento. Arrivato in cima mi godo lo spettacolo delle montagne, i verdi prati e il ruscello che sgorga più in basso. La perfetta cartolina per una giornata di relax e pic nic sul prato, meglio con una donzella al fianco….

Chefchauen
Chefchauen

Mentre sogno ad occhi aperti quella improbabile scena inizio a captare un discreto casino per le vie. Dal nulla ecco per magia che i locali aprono baracca!! Un mercato permanente infinito: dalla cima della collina fino alla Piazza non ho visto un solo angolo in cui non fosse presente una bottega, un negozio, uno scassaballe che incita all’acquisto. Atmosfera da sagra di paese. Comunque una cosa va detta: grande pulizia! Nonostante quel caos di merce per strada(con annessi asini e gatti) il pulito regna sovrano e difficilmente troverete sporcizia per strada (cosa che ho notato in tutto il Marocco per la verità).

Chefchauen
Chefchauen

Bella località davvero, una meta irrinunciabile.

Gran finale in Piazza per il mitico tè. Ore 12.00 e temperatura sui 35 gradi.

“Per me freddo grazie”

Richiesta in odore di bestemmia. Il tipo mi portò un tè a 90 gradi, super zuccherato con una mega foglia dentro…. potevo ancora vedere bollire l’acqua…

“Ragazzi, quando sorseggiate fate rumore, qui si usa così”

Non ce lo facemmo ripetere due volte. A rischio di ustionarci il palato iniziammo a fare “gargarismi” senza sosta, gasati dal fatto che il galateo qua non è di casa. Tutto quel casino attirò due anziani che, con un bonjo in mano, iniziarono a suonare qualche filastrocca locale con la speranza che qualcuno di noi gli allungasse una moneta.

Pessima performance, avrei preferito una cover di Masini!

Ricordo che uno dei due anziani andò a protestare(?) inseguendo alla velocità di una lumaca il buon Lorenzo, il gigante del gruppo. Torsione di 180gradi, sguardo incazzato e un messaggio in francese aimè incomprensibile al momento. I due mollarono la presa intimoriti dal gesto. Quello fu solo l’inizio di una scena che si ripeterà più volte durante il viaggio: l’apice sarà a Fes in cui dovrò mettere in scena tutte le mie doti di “mediatore”…. con il prossimo post capitere meglio come funziona in Marocco! Intanto un piccolo indizio: “E’ sempre una questione di soldi”!

Emanuele

 

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