8°Parte: Kurdistan

16/09: Kars-Ani-Van  562km

17/09: Van – Nemrut Dagi 532km

18/09: Nemrut Dagi – Kayseri  520km

 Akdamar Island - Lake Van/Kurdistan
Akdamar Island – Lake Van/Kurdistan

 

Lo stolto dice quello che sa. Il saggio sa quello che dice – Corano

 

Nomina le parole “Kurdistan” e “vado li” che in Italia quasi all’istante le prime reazioni sono di condanna a morte assicurata, alla meglio con rapimento da parte dell’Isis come ostaggio. Tema di grande attualità visto il fuggi fuggi generale dal Kurdistan siriano in direzione delle frontiere turche, fino a qualche mese fa chiuse con una fila di carri armati lungo il confine. Escludendo questo discorso la Regione non gode di grande popolarità presso il turista medio anche perchè la Turchia, c’è da dirlo, propone un’infinita quantità di luoghi di indubbio interesse  rendendola a mio avviso una delle Nazioni più interessanti del Pianeta. Quindi chi ha voglia di andarsi ad infognare in Kurdistan che ha la fama di nascondere terroristi e combattenti curdi??? Per vedere cosa poi?

Visto che ho avuto la brillante idea di andarci e viverla con la popolazione locale……. bè, mi posso prendere la responsabilità di ciò che sto per dire!

Su Internet girano una miriade di balle, dire questo è come affermare di aver scoperto l’acqua calda e fino qui siamo quasi tutti d’accordo. Questa ignoranza sul web può creare davvero dei grandissimi casini che poi nel passaparola dilagano a macchia d’olio creando un esercito da sapientoni dispensatori di consigli tecnici del tipo “Ohi, ho letto che li ieri hanno sgozzato tizio&caio bla bla bla quindi mi raccomando evita Van a tutti i costi!”

Church of the Holy Cross - Akdamar Island/Kurdistan
Church of the Holy Cross – Akdamar Island/Kurdistan

Il Kurdistan(turco) è una regione in cui si gode di una pace inquietante per certi aspetti. Personalmente andare in giro per Roma o Milano è nettamente più pericoloso per i motivi che non sto qui ad elencare MA che voi conoscete benissimo. Ogni 150-200km si trovano i posti di blocco FISSI della “jandarma”: fermano in pratica tutti. Ti controllano l’auto da cima a fondo in maniera molto più accurata di quanto facciano le dogane MA senza apparire eccessivamente aggressivi. Escludendo questi check-point in giro pochissima polizia.

E poi i curdi sono gente fantastica per la loro semplicità e per il loro modo di dare ospitalità perchè FONDAMENTALMENTE l’ospite è un dono di Allah. Sia chiaro che loro non parlano una parola d’inglese ma ce la mettono tutta per farsi capire e intrattenere un discorso (per lo più fatto di gesti e tante risate). Fisicamente sono diversi dai turchi, di sicuro meno”cool” e nettamente più poveri. Durante il mio cazzeggiare per la steppa ho visto tantissimi bimbi con capre e cani dalla mattina alla sera. Parlo di ragazzi dai 5 ai 10 anni e tra quelli che mi sono rimasti impressi ci sono 2 ragazzine minuscole incrociate nei pressi del Nemrut Dagi accerchiate da almeno 100 vacche al pascolo. Varie volte mi sono fermato a riflettere su come queste persone possano avere un futuro in luoghi così remoti e desolati e sinceramente una risposta non me la sono data………

Nemrut Dagi - Kurdistan
Nemrut Dagi – Kurdistan

Grande ospitalità dicevo! Se in Azerbaijan e in Armenia avevo incontrato una marea di stronzi qui invece la pace assoluta e NESSUN PROBLEMA. Chi si avvicinava era per chiedermi se davvero provenivo dall’Italia visto che non passano tanti forestieri da quelle parti, specialmente con auto italiana e l’aspetto di un turco/azero. Per quanto possa sembrare strano ero felicissimo di questa cosa, almeno potevo passare QUASI del tutto inosservato specialmente quando avevo la barba sfatta di una settimana ANCHE se in qualche occasione durante la pausa pranzo per strada alcuni camionisti mi scambiarono per un tedesco….. MISTERI DELLA VITA!!

Nemrut Dagi - Kurdistan
Nemrut Dagi – Kurdistan

Ma veniamo al dunque……. Cosa c’è da vedere li??

A mio modesto parere ci sono 2 luoghi che valgono il viaggio e sono ANI e il Nemrut Dagi…. scommetto che non avete mai sentito parlare di questi posticini!!!

Ani è l’antica capitale del maestoso impero armeno che in tempi remoti copriva gran parte della Turchia, della Siria e dell’Iran e fino ai giorni d’oggi le sue rovine si trovano a 46km da Kars . Non c’è un grosso traffico di visitatori MA tutt’ora rimane un orgoglio per ogni armeno sulla faccia della terra. Un po’ noi con il mitico Impero Romano!

Ma la gran figata rimane il Nemrut Dagi che con il suo trono datato 10.000 prima di Nostro Signore rimane una cosa unica nel suo genere regalando al visitatore un’esperienza unica, magica, per certi versi mistica. In un contesto brullo e isolato questa località rimane abbastanza isolata e fuori dal turismo di massa…. PER FORTUNA. In un “maestoso” silenzio mi sono goduto l’energia del luogo attraversando il sito archeologico lungo tutti i 16km, anche in fuoristrada in alcuni tratti, rendendo l’auto rossa come la Ferrari a causa del terriccio.

Vabè…. e le cose negative???

Ci sono.

Rimasi stupito dalle discariche a cielo aperto tra Dyarbakir(la più grande città curda) e Siverek. Merda fumante ai lati della strada che inondava di una cappa grigia i vari centri rendendo l’aria irrespirabile, un po’ come succede in Italia in alcune zone. Montagne d’immondizia appoggiata li….. in attesa di non so cosa!! Se Van mi era sembrata pulita e vivibile al contrario le altre cittadine attraversate mi sembravano semplicemente un cumulo di merda.

Nemrut dagi - Kurdistan
Nemrut dagi – Kurdistan

Ah bè poi le pecore e le capre che in teoria non sono un pericolo (non come i Kangal incontrati ad Ani) MA mi hanno creato qualche problemino…….. Il top è stato quel giorno che da Siverek mi stavo dirigendo verso il Nemrut Dagi. Ho avuto la brillante idea del cavolo di visitare l’isoletta nel lago di Van chiamata Akdamar(dove attualmente c’è l’unica chiesa in tutta la Turchia con ancora la croce sulla cupola, tutt’ora appartenente alla chiesa armena) accumulando un leggero ritardo sulla tabella di marcia per colpa degli orari della barca e quindi mi ritrovai a guidare di notte, prima volta da quando avevo lasciato l’Italia. Buio pesto e ovviamente niente luci quindi cercai di mantenere una velocità costante pensando che magari potesse attraversarmi qualche animale. Ad un certo punto, dopo aver attraversato un guado grazie ad una barca(il ponte originale era crollato), guidai su un tratto in discesa per circa 1km pensando a chissà cosa, magari a una bella pizza visto che con tutto quel Kebab sognavo qualcosa di diverso… Fu un attimo. Istintivamente feci una bella inchiodata mentre dal fianco di una curva un pastore a capo di qualche centinaio di pecore stava attraversando la strada NEL buio più assoluto. Mentre i miei fari illuminavano lui e tutte quelle bestie la sua faccia disse “Cazzo ci fai tu qui?”. Attesi 5 minuti buoni fino a quando il mega gregge non scomparì nell’oscurità della steppa con il cuore che ancora pompava alla grande, nemmeno fossi nel mezzo di un amplesso sessuale.

Ho rischiato tantissimo di fare “Strike” ma mi è andata bene! Allah sia lodato!

Il 18 arrivai a Kayseri, altro luogo poco frequentato della Turchia ma ormai fuori dal Kurdistan. Il giorno dopo raggiunsi la mitica Cappadocia.

Altro luogo, altre persone, altre risate!!

Next – Goreme – Istanbul

Ps: Kayseri – Ora di cena

Quella sera ero l’unico cliente. Uscirono la padrona, il cuoco, la cassiera e tutti i camerieri in massa mentre la voce si sparse in fretta, tutti a vedere quel tipo strano seduto che non parla turco. Uno di loro, Amir, parlava un inglese che nemmeno all’asilo nido MA era sufficiente tanto basta che si mise seduto di fronte a me. Mentre a stento cercava di raccontarmi della sua ragazza ad Oslo vidi la cassiera a due passi da me. Mi venne l’idea geniale di chiedergli se in Turchia io potrei camminare mano nella mano con una donna, se Allah lo consente…..

-“Amir, come si chiama lei?”

-“Mi chiamo Amir”

-No, non hai capito! La ragazza…lei….come si chiama?”

-“Mi chiamo Amir”

Nada,  non capiva! Dopo 10 minuti con lo stesso ritornello chiamai io stesso la ragazza a mettersi a sedere vicino a me. Diventò viola come un ciclamino. Intorno a lei una folla di gente che non capiva che cavolo stava succedendo, anche perchè la ragazza ERA A LAVORO. Le presi la mano e di fronte ad Amir chiesi”AMIR, POSSO IO TENERLE LA MANO???” ovviamente mimando il tutto a gesti.

“AAAAAA  si si si si”

La padrona del ristorante rimase allibita dalla scena. La ragazza tornò alla cassa viola con un sorrisino a 40 denti.

La pillola finale me la riservò Amir

“Io voglio lasciare Turchia, andiamo in Norvegia insieme!”

Nemmeno se mi paghi, Amir!!!

 

 

 

 

 

 

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