7°Parte: Baku-Stepantsminda

12/09 – Baku-Rustavi 550km

13/09 – Rustavi – Stepantsminda 188km

 14/09 – Stepantsminda – Tbilisi 170 km

15/09 – Tbilisi – Kars 400km

 Ananuri - Georgia
Ananuri – Georgia

“Big Man!!  Sei tornato a casa?” – Bonfils, sms del 15/09…….

 

E’ stato tutto meraviglioso. Loro ti fermano sicuri di fregarti e nell’attimo in cui ti stanno stringendo la mano in stile”bacio di Giuda” tu gli sbatti davanti il mitico “nulla osta” citando qualche frase in austro-ungarico. Se al primo stop tutto era stato rapido e indolore al secondo dovetti scendere dall’auto mentre i papponi stavano pranzando sotto l’ombra di un albero, ovviamente con una serie di occhiatacce al sottoscritto. Ci fu pure qualche risatina da parte loro ma io non avevo proprio nulla da ridere. Anzi, volevo prendere un AK47 e fucilarli tutti o al limite prenderli a pedate nel sedere, tutto ciò mentre davo una sguardata all’orologio che segnava le 12.15 locali. L’ambasciata avrebbe chiuso alle 14 e mi mancavano ancora 150km per lasciare il Paese con il rischio che magari a qualche poliziotto gli venisse l’idea di chiamare il Console fuori orario senza trovarlo (per verificare che effettivamente io fossi il famoso”ospite illustre”)….. ED E’ PER QUESTO che dovevo correre!

Arrivai alla dogana alle 14 “paccate”, come diciamo qui dalle nostre parti!

“Baku?Good?”

Il doganiere mi aveva riconosciuto chiedendomi della città rispondendogli “Si gran figata peccato la polizia!”. Grandi amiconi io e i doganieri, ci mancava solo di andare a papparci un kebab insieme. Dietro di me un Azero con moglie e figli mi chiede dell’Italia e del mio viaggio. Da come mi diceva lui trafficava con la Cina e il Pakistan, un uomo d’affari…..

“Quanto ci vuole per arrivare ad Ancona?”

Ammetto che dopo la sudata e quei 500km di rotture era bello essere circondato da persone allegre e dall’animo abbastanza sarcastico ma non nascondo che finalmente stavo respirando aria fresca di nuovo. La visione celeste della Georgia alzò di parecchio il mio umore filando a tutto gas verso Rustavi che ormai era diventata una località d’appoggio per il sottoscritto. Niente traffico e un sacco di gente carina. Ormai l’Azerbaijan era a 80km e quindi addio problems!! Quasi……

Erano giorni che mangiavo non proprio salutare! Kebab, kebab, kebab…… Il colpo di grazia me lo diede il khapachuri proprio all’ora di cena con una mega diarrea acuta. Era chiaro come il sole che il mio stomaco non gradisse affatto quel tipo di cibo e formaggio e fortuna che dottor “Imodium” era sempre con me! Trovai abbastanza divertente il fatto che in Africa non avessi MAI avuto nessun problema ma disgraziatamente in quel momento era tutt’altra musica, soprattutto dal buco del mio sedere. Non passai una notte divertente e praticamente dormii sulla tazza del cesso per la maggior parte del tempo………

Going to Stepantsminda - Georgia
Going to Stepantsminda – Georgia

Nonostante quella notte da incubo la mattina dopo alle 6.30 ero già sveglio e bello carico (e svutato) alla volta della mitica Vecchia Strada Militare georgiana che mi avrebbe condotto fino al confine russo. Mi godei ogni km dei 180 che percorsi attraverso paesaggi da fiaba, a parole non riesco a descrivere in pieno le mie sensazioni. Tutto bellissimo, con le porte del Caucaso Superiore che mi si aprivano davanti. Era una vita che sognavo di arrivare LI e in quel benedetto giorno ci riuscii arrivando fino al piccolo centro di Stepantsminda, a pochissimi km dal confine. Paesino tranquillo e noioso? Macchè! Il destino volle che proprio quel giorno ci fosse un context “Red Bull “, bellissima manifestazione sportiva a squadre in cui ognuna aveva un’atleta per ogni disciplina prevista: mountain bike, running, kayaking e climbing! Dopo essermi goduto lo show e aver parlato con qualche atleta moribondo(la gara è durissima) feci un bel giretto off road fino alla chiesa denominata “holy trinity church of gergeti” da cui si può ammirare un panorama di livello superiore! La cosa che mi balzò all’occhio fu l’alto numero di trekkers presenti, soprattutto stranieri, che pianificavano i percorsi per il giorno dopo. 

Quella notte dormii in una topaia di GuestHouse con la polvere del letto che mi divorò vivo….. MA SOPRAVVISSI. Ero pronto a spararmi un bel trekking il giorno successivo con il monte Kazbek libero da nuvole MA il mio fisico disse di no.

Lo ammetto, mi sentivo uno straccio. Non per colpa dei km percorsi ma semplicemente per il fatto che in quei giorni mangiai davvero pochi carboidrati e di conseguenza mi sentivo un po’”rinco”….. non so se mi spiego! Avevo una tempesta gastrica nello stomaco, grazie anche alla colazione di “Zia Nunu” che sul tavolo mi fece trovare del salame locale per colazione e uova che di per se rappresentavano una mazzata micidiale!! Vabbè, non era il tempo di fare gli schizzinosi!!

Truso Gorge - Georgia
Truso Gorge – Georgia

Dopo aver dato uno strappo a due trekkers svizzeri (puzzavano di topo morto, probabilmente non si lavavano da giorni) decisi di seguire un torrente che poi si ramificò in più parti fino a quando non arrivai a un cartello.

“Truso Gorge”. Una mappa appena leggibile, alcune coordinate e un panorama allucinante davanti. PROPRIO QUELLO CHE FA PER ME! Non c’era anima viva davanti a me….. solo pecore con i pastori e qualche cane.

Truso Gorge - Georgia
Truso Gorge – Georgia

Un fuoristrada fantastico, nel bel mezzo di una gola. Peccato che ad un certo punto il ponte che portava dall’altra sponda era crollato quindi FINE dell’avventura.

Non ho nessun dubbio che questa sia una delle zone più belle della Georgia: gente per bene e disponibile; ottimi cafè; tante attività da svolgere; panorami e atmosfere di livello superiore. Se ami la montagna NON PUOI annoiarti qui!

Un caldo consiglio: andateci!!!

Secondo i piani dovevo raggiungere lo Svaneti il giorno successivo ma le previsioni davano tempo instanbile per tutta la settimana, un rischio: cosa avrei combinato lassù se avesse piovuto per tutto il santo giorno? Passare il tempo a divorarmi Khapachuri con conseguente cagarella??

Non sia mai…….

Dopo aver “sgrasciato”(ossia lavato) l’auto a Tbilisi decisi di puntare dritto in direzione Borjomi, carinissima località sciistica georgiana a Sud-Ovest per poi varcare il confine in direzione di Kars, in Kurdistan.

Stavo per iniziare l’ultima parte della mia splendida avventura in un territorio che sinceramente mi lasciava qualche dubbio”atroce”….. E’ vero che sul web puoi ottenere qualsiasi informazione MA il Kurdistan è un caso particolare……….

Next: Kars – Nemrut Dagi

Ps: Stepantsminda, ore 21.

Ero in una locanda proprio a due passi dalla mia topaia. Davanti a me due trekkers(quelli che il giorno dopo raccoglierò per strada) mentre sulla mia destra 2 coppie miste, una olandese e una francese. Non ricordo bene come uscì fuori il discorso ma iniziammo a parlare di canyoning e dell’Azerbaijan.

“Noi prendiamo domani il treno fino a Yerevan e poi torniamo a Tbilisi con direzione Baku: pensi che è buona cosa?”

In un baleno mi venne in mente tutta la trafila in dogana, il”sangue” versato per strada con tanti bastardi azeri. Infine le parole del Console “Tu sei stato fortunato ad entrare qui dopo essere stato in Armenia, non so come tu abbia fatto”.

Gli consigliai caldamente di andare direttamente in Armenia dimenticandosi dell’Azerbaijan. Qualche giorno dopo ricevetti un messaggio che recitava così:

“Salut Emanuele, come stai? Abbiamo provato ad andare a Baku in treno ma NON ci hanno fatto passare”

Che ti avevo detto io???? 

 

 

 

 

 

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