6°Parte: Rustavi-Baku

“Welcome to Azerbaijan”

10/09 – Rustavi – Baku 582Km

11/09 – Baku

 

Rustavi, ore 6 del mattino.

Un’afosa alba georgiana. Avevo passato la sera prima a parlare con Ania, la tipa giu’ alla reception. Un’ora passata a parlare dei misteri della vita e del mio viaggio da pazzoidi come lei lo aveva definito con una speciale nota finale:”Quando torni da Baku andiamo con i miei amici sulle colline intorno Tbilisi a fare una scampagnata ok?”. Idea succulenta direi, ma visto il soggetto in questione non è che fossi così sicuro di quel piano…. Sensazioni…. sapete com’è!!!

Varco la dogana georgiana in scioltezza, poi finalmente ecco il tanto agognato GATE azero con il pennacchio in bella vista. Era quasi deserto quel giorno, c’era giusto qualche TIR in attesa del controllo quindi niente code d’attesa come magari mi era capitato a Sarpi, “Gli azeri sono tutti dei grandissimi stronzi” mi dissero in Armenia, premessa bellissima per affrontare il tutto con ottimismo. Quando ero stato a Roma a ritirare il passaporto presso l’ambasciata azera di Roma incontrai solo cittadini italiani che sbroccavano con quei 3 dietro la vetrata. “Che stronzi che sono, sempre più stronzi!Sia qui che nel loro Paese! Stronzi che cazzo!!!”. Addirittura c’era un tipo che era li per la quarta volta per ritirare il passaporto per il semplice motivo che quei famosi 3 stronzi dietro al vetro gli avevano mentito sui tempi di ottenimento del visto……. “Ci vengo da Bologna che cazzo!!!”. Quel giorno mi sentii miracolato, il mio visto era pronto come programmato. La parola “cazzo” non mi apparteneva…….

“AAAAAAAAAA Mister Luponetti, Why have you been to Armenia?”

Baku
Baku

Analizziamo insieme la prima rogna. Vi ho detto che Armenia e Azerbaijan sono in guerra, anche se la TV non ve lo dice. La mia amatissima presenza li provata con tutti quei timbri sul passaporto era una prova chiarissima. Il messaggio di reazione da parte dei doganieri poteva essere “Sei un loro amichetto e quindi levati dalle balle”. Mi sequestrarono il passaporto per la bellezza di 45 minuti.

“Did you spend your time to Karabakh???”

Altra cosetta che mi ero dimenticato di dire. Quella regione politicamente è stata occupata illegalmente dall’Armenia ma l’Azerbaijan si sta armando per riaverla indietro considerandola a tutti gli effetti una regione azera. Per accedere li come turista devi ottenere un visto e successivamente ti “schaffiano” un bel timbro della Regione Autonoma del Karabakh, abitata per lo più da armeni. Lunga storia insomma.

Sapientemente durante il mio soggiorno in Armenia rifiutai di andare li, anche se quel timbro me lo avessero fatto su un pezzo di carta. Gli azeri stavano setacciando sul computer i miei spostamenti passati ed è per questo che dietro di me una fila di auto imprecava per il mega ritardo delle pratiche doganali. Ovviamente io non c’entravo nulla….

Una cosa positiva c’era. A loro non gli fregava del passaporto semi distrutto o della mia foto da terrorista. Anzi, nell’attesa parlammo di Gigi Buffon (ancora) e della figura di merda dell’Italia ai Mondiali. Mai conosciuto doganieri così simpatici sinceramente quindi non posso dire di essermi sentito “perseguitato”. Anzi…..

“Welcome to Azerbaijan and have fun to Baku!”

Diedi gas e mi dileguai alla velocità della luce. 

Ero dentro!!! Un’autentica botta di fortuna. 

Da li in poi iniziarono le grane. Ricordo ancora le parole di Mario durante il racconto di un suo viaggio in Russia: “Mi beccarono che andavo a 2km/h oltre il limite. Il poliziotto non ne volle sapere e mi fece una mega multa. Andassero tutti a cagare!”

Ed è per questo che andavo a passo di lumaca. Come in Armenia, anche in Azerbaijan esiste una mafia in divisa quindi mi ero detto”Guida piano e stai attento”. 100 km oltre il confine vidi un’auto di quei bastardi rincorrermi a tutto gas in stile film americano. Classico lampeggiante e tutto il resto. Mi fermarono contestandomi di aver sorpassato in doppia striscia. Grandissima stronzata colossale per estorcere denaro ma fondamentalmente me lo aspettavo. Come in Armenia, sempre bastardi. Gli chiesi una foto ma loro risposero picche, mimando a gesti cose incomprensibili fino a che non mi passarono un collega al telefono che parlava un inglese che nemmeno all’asilo nido. Capii benissimo la parola “BANK” e pensai “Certo, la prima banca si trova a baku a 400km” mentre quei due figli di puttana avevano passaporto e patente in mano.

O pagavo 150 manat(150 euro più o meno) oppure loro avrebbero giocato con i miei documenti per lungo tempo. Rimasi a contrattare per 45 minuti e alla fine me la cavai pagando 50 euro. Incazzato nero ripresi la strada per venire di nuovo fermato 50km dopo e sempre a passo di lumaca. “BANK BANK” mi disse il tizio mentre io in perfetto italiano gli dissi che poteva fottersi. In quel caso me la cavai con 25 manat senza capire la mia infrazione visto che ero l’unico mezzo nel raggio di 10km…………

Riuscii ad arrivare a Baku alle 19 locali dopo tutto quel calvario. Il giorno dopo uscii dall’hotel per farmi un giretto per la città!! Finalmente direi.

Old City - Baku
Old City – Baku

Se la periferia di Baku puzza di uova marce anche il Mar Caspio non è che mi fece fare i salti di gioia. Anzi, un bello schifo. Ma il Boulevard e la città vecchia meritano un applauso con le mitiche Flame Towers come sfondo. Le boutique di lusso dominano il lungomare e guarda caso tutto made in Italy….il gas e il petrolio hanno fatto miracoli senza orma di dubbio!!! L’enorme pennacchio con bandiera azera, il più alto al mondo, troneggia accanto alla ruota panoramica dando un tocco in più a quello schifo che è il Mar Caspio.

Mentre cazzeggiavo dentro la città vecchia (patrimonio dell’Unesco) guarda caso mi imbattei nell’Ambasciata Italiana di Baku.

Entrai incazzato nero. Dopo aver raccontato la storia al Console e a tutto il resto dello staff un silenzio imbarazzante regnava nell’ufficio.

“Diavolo hanno ricominciato!” disse il Console. Chiaro no???

Gli stavo raccontando che un turista non può essere trattato per strada come un pezzo di cacca solo perchè ha la targa italiana con conseguente presa per i fondelli.

Tutti mi diedero ragione. Fino a quando un azero mi disse “Ma tu lo sai che siamo in guerra con l’Armenia? Come hai fatto ad entrare?”

Eh sapessi.

Alla fine dopo aver parlato con il “picchetto”(avevo chiesto di essere trasferito a Tbilisi, qui non si può guidare diavolo!) mi diedero un foglio scritto in lingua locale con scritto “Il signor Luponetti è ospite presso la Nostra Ambasciata(ahahah). Contattare i seguenti numeri consolari per ogni tipo di problema bla bla bla”. In pratica un lasciapassare per ogni eventuale estorsione futura.

Amen! 

Flames Tower - Baku(View from Boulevard)
Flames Tower – Baku(View from Boulevard)

Lasciai l’ambasciata stringendo mano a tutti, davvero mi avevano dato l’oro anche se di carta formato A4. Come gran finale mi feci un giretto a Baku alta dove una bellissima terrazza regala una bella veduta della città. Poco più in là un altro monumento ai caduti, proprio come a Yerevan ma con la differenza che davanti a quel falò acceso 24 ore tantissime bare tirate a lucido. Anno 1992, monumento ai caduti della guerra del Karabakh. Evitai di fare foto o altro.

Rimasi in silenzio per parecchio tempo pensando a quanto sangue sia stato sparso. Sinceramente giù a Kapan hanno sempre cercato di indottrinarmi a essere dalla loro parte, a pensare che gli azeri erano il male assoluto anche se a ogni tentativo gli risposi che io ero assolutamente neutrale. E che non ero andato li per parlare di guerra tutto il santo giorno o di quanto sia forte l’esercito armeno(due palle assurde).

Martyrs' Lane - Baku
Martyrs’ Lane – Baku

Mi divorai l’ultimo kebab appena fuori l’hotel. Ormai in quel posto ero cliente fisso e cercarono di scambiare qualche parola con me. Dopo un po’ un italiano venne a sapere che ero li da un dipendente azero e mi chiese di parlargli al telefono.

Oggettivamente mi sentii trattato molto bene a Baku.

E’ vero che l’Azerbaijan non ha molto da offrire e non ha una storia MA ALMENO tutti quelli che ho incontrato non mi hanno stressato con la storia della guerra mostrandomi un rispetto assoluto. Avevo pianificato di visitare i villaggi montani a Nord di Baku ma guidare per me era diventato impossibile con tutti quei posti di blocco a scopo di estorsione. Ammetto che mi girano le balle tutt’ora, la considero un’occasione persa. Davvero, gran peccato.

Decisi che sarei fuggito di li la mattina seguente di buon mattino e a gambe levate. Avevo tempo fino alle 2 del pomeriggio del giorno seguente per passare la frontiera…. il motivo al prossimo racconto!!!

View of Baku
View of Baku

Next – 7°Parte: Baku-Rustavi-Kazbeki

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: