5°Parte: Yerevan-Kapan-Rustavi

“We’re gonna get to that place 
Where we really wanna go 
And we’ll walk in the sun 
But till then tramps like us 
Baby we were born to run” 

 

View of Ararat - Armenia
View of Ararat – Armenia

 

06/09: Yerevan-Tatev Monastir-Kapan 356km

07/09: Kapan-Yerevan 356km

08/09: Yerevan

09/09: Yerevan-Rustavi(Georgia) 288km

 

Lo scopo di questo blog è quello di parlare di quegli Stati che magari nessuno nomina mai. Pensate a quando con gli amici state decidendo di andare da qualche parte all’estero……Una nuotata alle Maldive con la vostra”topina”, un giro distruttivo a Ibiza oppure un bellissimo “Coast to coast” americano sono mete gettonatissime che volendo o non abbiamo immaginato una volta nella nostra vita. Ho i miei dubbi che vi scappi dalla bocca l’Armenia, l’Azerbaijan o la Georgia (anche se quest’ultima è la più gettonata fra le 3) per il semplice fatto che sono dei luoghi conosciuti sinceramente solo dai”palati fini”. Parlate con qualcuno che pratica torrentismo e vi assicuro che magari lui/lei qualcosa sa……..

Tatev Monastir - Armenia
Tatev Monastir – Armenia

L’Armenia è la più piccola delle Repubbliche del Caucaso, un budello senza sbocchi sul mare circondato ad Ovest dalle odiate Turchia e Azerbaijan, a Sud dall’Iran, a Nord dalla Georgia e ad Est ancora dall’odiato Azerbaijan.

Vedendola così sta sul cavolo a tutti questo Stato. Cosa che effettivamente è vera, anche se ci sono casi e casi. Il genocidio armeno per conto della Turchia; la guerra del Karabakh del 1992 contro l’Azerbaijan. Poche parole per farvi capire che aria tira da quelle parti……..

Yerevan, la capitale, conta circa 1.500.000 persone e rappresenta l’agglomerato urbano più esteso del Paese. Al di fuori praticamente c’è quasi il nulla. Piccole cittadine in stile sovietico, pessime strade e il tempo che inesorabilmente si è fermato specialmente a Sud.

Ma questo piccolo Stato ha un asso nella manica rappresentato da dei bellissimi monasteri! Per chi non lo sapesse l’Armenia è stato il primo Paese al Mondo a riconoscere il cristianesimo come religione ufficiale. Inoltre in passato il mitico Impero Armeno si estendeva fino all’attuale Kurdistan coprendo in parte anche l’Iran e la Siria, lasciando tracce un po’ ovunque ancora oggi. 4 milioni di armeni vivono li, 10 milioni sono sparsi per il resto del pianeta.

Altre mete di indubbio interesse sono il lago di Sevan a Nord-Est e il simbolo dell’Armenia ossia il maestoso Monte Ararat, che disgraziatamente ora è sotto il controllo turco ma che rimane il simbolo di un popolo intero. Uno smacco che fa girare le balle ai locali tutt’ora.

Fortunatamente durante la mia permanenza li ho conosciuto parecchia gente, incontrato un sacco di amici e mangiato alla grande. L’armeno non è molto diverso dall’italiano medio, sotto molti punti di vista siamo simili tranne per un piccolissimo particolare: il patriottismo.

Se pensavo che noi italiani abbiamo il tricolore nel cuore gli armeni hanno il loro non sono li ma anche più in profondità fino al sedere. Un continuo martellare del tipo “Noi siamo, Noi siamo” mentre io pensavo che fondamentalmente ANCHE IO ERO ma stavo zitto. Sono cittadino del mondo io, nessuna bandiera e nessuna religione…… La stronzata più grossa è quando mi hanno raccontato che il primo a raggiungere il Polo Nord era Armeno. Disgraziatamente so benissimo che è una colossata boiata! Ma c’è una cosa dove loro sono i numeri 1, ossia l’accoglienza! Ti fanno sentire come a casa tua dandoti anche di più di quello che tu puoi immaginarti, un po’ come succede in Abruzzo dai miei parenti ( si sa, meglio un morto in casa che un marchigiano dietro la porta…)

Io&Nonno - Dintorni di Kapan
Io&Nonno – Dintorni di Kapan

A parte tutto sono stato benissimo e raccontare per filo e per segno tutte queste 4 giornate è dura. Ho visitato il bellissimo monastero di Noravank, di Tatev a Sud; vissuto a 150km dal confine iraniano in mezzo a montagne con una natura davvero incontaminata con dei divertentissimi fuoristrada.

Se devo scegliere un momento……. raggiungere il monastero di Tatev con la sua funivia, la più lunga del mondo (15km sospesi nel vuoto), è stato il primo Way Point della mia grande avventura. Ero a quasi 3000km da casa e quel maestoso luogo rappresentava solo una cosa: TUTTO STAVA ANDANDO ALLA GRANDE.

Due anni sognando quel benedetto monastero e in quel momento ero proprio li! La giornata poi si concluse con il pernotto a casa del nonno di Gugo. 83 anni con la grinta dei 30. Una roccia a tutti gli effetti!!! Indimenticabile la scena della Moka, Feci il caffe’ con la mia Bialetti e lui rimase incantato da quella cosa per il semplice fanno che LUI NON AVEVA MAI VISTO FARLO in quel modo. Ricordo ancora il suo sguardo pieno di stupore. All’uscita della cremina mi fece un applauso.

Rimasi gasato da questa cosa!

Gran figata, a parole non posso spiegare quei mitici momenti. Per non parlare della visita al museo privato del villaggio!! Cimeli di 1000 anni fa insieme ai gadgets della seconda guerra mondiale! Una chicca!!

Dopo aver visitato la fiaccola dedicata alle vittime del genocidio armeno passai il resto del giorno a cazzeggio per la città per finire poi a casa di Gugo come ospite. Mitica abbuffata e poi tutti a nanna.

Salutai tutti la mattina del 9, direzione Rustavi per il mio rientro in Georgia. L’esperienza in Armenia era stata grandiosa circondata da un clima di festa continua grazie ai miei amichetti del luogo.

Al museo - Dintorni di Kapan
Al museo – Dintorni di Kapan

 

Passai la notte pianificando il mio ingresso in Azerbaijan il giorno dopo. Sapevo che sarebbe stata dura e che avrei avuto problemi il giorno successivo. Un Paese in cui a parte Baku non puoi ottenere informazioni utili dall’esterno riguardo altre località, un giro nell’incognito. Rappresenterà il momento più duro di tutto il viaggio nei giorni a venire.

Volevo l’avventura no?

NEXT – Rustavi-Baku (Round trip)

Ps:

Mattina del 6. Eravamo per strada in direzione di Tatev e ci fermammo per una sosta. Un caldo bestiale e umido con il monte Ararat coperto dalla cappa. Dopo il caffè riprendemmo la strada in direzione Sud/Est, obbligata per il semplice fatto che dall’altra parte la frontiera è chiusa. Già. Azerbaijan e Armenia sono tutt’ora in guerra e non so per quale motivo dopo la disgregazione dell’URSS venne assegnato all’Azerbaijan quella striscia di terra insignificante stretta fra Turchia e la stessa. Ohi, ovviamente le frontiere sono rigorosamente chiuse, compresa quella con i turchi.

Il fatto è che in quel giorno non vidi la mappa quindi non mi ero curato di quello che c’era a ridosso della nostra posizione.

“Ora dai GAS, rapido!!!”

Non me lo feci ripetere due volte senza fare domande! 100km/h per 10 minuti circa, poi mi fecero cenno di rallentare. Avevamo passato la linea immaginaria del “cessate il fuoco” in cui, non di rado, i due eserciti si scambiano caramelle al piombo per combattere la noia.

Il giorno dopo sulla via del ritorno……..

“Ah, ora sulla radio stanno parlando di una cosa accaduta ieri. Due auto sono state colpite dai alcuni proiettili proprio dove ieri ci siamo fermati”.

Alleluja, Alleluja!

Gas! - Ceasefire line
Gas! – Ceasefire line

 

 

 

 

 

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