3° Parte: Batumi – Tbilisi

“Io Amo la mia Nazione. Sono stata in Inghilterra per 8 anni e davvero non mi passava più!!” – Ana 

3/09 Batumi-Kutaisi-Gori-Tbilisi 400km

4/09 Tbilisi

Il primo dosso era giusto dietro la curva. La Toyota che sobbalza e la capoccia che a momenti se non era per le cinture di sicurezza avrebbe toccato la cappotta!! Una costante qui in Georgia! I dossi sono stati messi in posizioni assurde, in modo che il povero sfigato di turno distrugga l’auto nel modo più semplice…..E’ giusto il mio parere! Guarda caso ogni tanto scorgevo qualche paraurti accanto….. Coincidenze???

 

Bagrati Cathedral - Kutaisi
Bagrati Cathedral – Kutaisi

Nonostante tutte quei dossi del cavolo a Kutaisi ci sono arrivato! L’antica capitale georgiana mi da il benvenuto mostrandomi una bella fontana dorata in pieno centro! Sole a palla e….. guarda un po’, un georgiano che si avvicina e mi parla in inglese!!! Escluso i doganieri dal mio ingresso in Turchia mai un tizio con cui potessi riuscire a scambiare due battute, dico due!! Escludendo gli anziani nei giorni a seguire noterò che tutti i georgiani parlano inglese e che quasi tutti gradiscono scambiare qualche parola, specialmente con gli sfigati provenienti dall’Italia in auto.

Dopo aver visitato la Cattedrale di Bagrati situata in cima alla collina che sovrasta la città riparto con destinazione Gori.
Sinceramente, un momento atteso da tempo. Andare dal “Baffo” è quasi d’obbligo per chi va a Tbilisi.

Stalin Museum - Gori
Stalin Museum – Gori

Nasce a Gori il 18 settebre 1878 Iosif Vissarionovič Džugašvili. Per tutti STALIN. 

Oggettivamente questa località emana un grigiore e una tristezza abbastanza imbarazzanti OGGI. Figuriamoci 100 anni fa…..  Comunque è qui che il piccolo Iosif inizia i primi passi della sua vita. Prima di entrare nel museo a lui dedicato mi sono guardato intorno. Non c’è proprio un accidente di nulla. E pensare che da quel buco di paese il Baffo diventerà negli anni a venire il capo dell’URSS……. Dal nulla al Cremlino.
Una sua statua adornata di fiori mi accoglie nella piazzetta adiacente all’entrata del museo. Sostanzialmente sono due le cose interessanti li: la casa natale di Stalin e la sua carrozza anti proiettile! Quest’ultima all’interno è veramente interessante. Oltre agli interni in legno pregiato made in Venezia un antiquato sistema di condizionamento è posizionato a fine carrozza. A quei tempi era l’unica con un affare del genere a bordo. Visto che il vecchio Iosif aveva paura di volare un sistema del genere era necessario per offrirgli un po’ di confort in quei lunghi spostamenti su rotaia.

“Cosa pensa la gente del luogo di Stalin?”

La domanda viene posta da un ragazzo americano che come me stava visitando il museo.
Risposta secca.

“Qui stiamo cercando di dimenticarci di lui”

Sarà, ma nel 2008 per spostare la statua prima citata ci vollero un bel po’ di poliziotti in piena notte (guerra Russia contro Georgia ndr)……..

Ne ha combinati parecchi di crimini il vecchio Iosef. Atrocità fuori dal comune, il suo incutere paura presso il popolo. Durante la sua guida l’Urss da una Nazione agricola diventa una realtà industriale all’avanguardia. Una potenza in tutti i sensi.

 

Sameba Cathedral - Tbilisi
Sameba Cathedral – Tbilisi

Tbilisi è giusto a 80km da Gori. Dopo essermi sistemato nella mia stanza d’albergo mi dirigo in centro. Era buio e la città tutta illuminata.
In centro c’era un bel casino di gente e sono rimasto stupito dalla bellezza del luogo, in primis dalla Piazza della Libertà’ con San Giorgio che uccide il drago.

St. George statue- Tbilisi
St. George statue- Tbilisi

Il giorno dopo visitai a piedi tutta la città vecchia compresa la statua della Madre Georgia da dove si può godere di una vista superba su tutta la città. Ovviamente fu anche il turno dellla Cattedrale di Sameba (che a impatto “scenico” non teme rivali) e la zona adiacente alla Torre dell’Orologio.

Mother Georgia- Tbilisi
Mother Georgia- Tbilisi

Fantastica Tbilisi, una bella sorpresa! 

Decisamente tutto stava andando benone. Anche troppo.

Gran finale di serata con prolungata discussione con una tipa dello staff dell’albergo. Due ore a parlare di khapachuri, di clima e di come la Georgia per lei sia un orgoglio da esportare. 

Ah, finalmente qualcuno che non si lamenta del proprio paese!!!

In quei frangenti non potevo nemmeno immaginare i problemi che avrei incontrato il giorno successivo….

Destinazione Armenia!!!

Next- 4° parte: Tbilisi-Yerevan-Kapan

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