2°Parte:SUMELA MONASTIR – BATUMI

” In every life we have some trouble when you worry you make it double”

 2/09: Trabzon – Sumela – Batumi (336km)

 

Il Monastero di Sumela  è davvero il gioiello del Mar Nero, A 40km a sud di Trabzon il simbolo per eccellenza della chiesa ortodossa si eregge incastonato nelle rocce della montagna regalando al visitatore un’emozione davvero unica. Alle 8 del mattino ero già li, il paesaggio era fantastico e FINALMENTE un qualcosa di diverso!!! Oggettivamente la steppa mi aveva leggermente scassato l’anima(una view abbastanza monotona) quindi vedere una cosa “alternativa” era di prioritaria importanza! Costruito nel IV secolo l’intera struttura si presentava  ben conservata e  quindi “illibata” nel corso dei secoli. E poi c’erano gli affreschi che davano quel tocco di magia in più al luogo, sia all’interno che all’esterno del sito. Bellissimo, gran figata.

Frontiera di Sarpi, ore 12.00.

Questo snodo tra Turchia e Georgia è sempre bello trafficato visto anche la comodità della location (lungo la costa). C’era un bel casino di TIR in attesa di varcare la frontiera e sotto un sole cocente i drivers passavano il tempo a girarsi i pollici oppure giocando a carte mentre si squagliavano sotto il sole cocente. Dopo un’ ora durante il quale mi stavo sgranocchiando un salatissimo mais arriva la mia ora, il momento del controllo. Di solito basta dare un’occhiata al doganiere per capire un po’come sarà l’andazzo. La sua faccia era proprio quella di un rompiballe. Puntualmente tutto ciò avvenne.

Avere un passaporto in buone condizioni è fondamentale, specialmente quando si va nella “bambagia”. Il mio aveva la bellezza di 9 anni e quindi pensai bene di presentarmi alla stazione dei Carabinieri di Numana per ottenerne uno nuovo. Nella foto sembravo un talebano e visto l’alta allerta terrorismo nel Caucaso non era proprio un ottimo biglietto da visita…….

“Vai tranquillo Luponetti, hai ancora 8 mesi di validità e quindi non ti conviene!”

“Tranquillo è morto ammazzato” diceva nonno buon’anima.

Il paraculo in dogana iniziò a grattare  letterarmente la prima pagina, prestando particolarmente attenzione alla foto. 5 minuti. poi 10. poi 20…….. La copertina sembrava la confezione di un cioccolatino scartato, ridotto in pessime condizioni con le “orecchie” sfoderate ai lati. Me lo aveva distrutto. Dietro di me una bella fila di autisti incazzati. Al minuto 40 ecco la chicca: “Non è che hai un’altro documento?”.

Dirlo prima no è??

Al minuto 60 ennesimo controllo, questa volta alla vettura. Mentre effettuava il check continuava a strofinare quelle unghie del cavolo sulla foto del mio passaporto. Era chiaro che pensava che fosse falso e ufficialmente ero diventato il suo incubo. Il mio viso da terrorista ceceno impresso sul documento era stato deformato dalle sue unghie. In quella calma olimpica che mi stava avvolgendo pensai “Benissimo, come ci entro in Armenia con quel passaporto????”. Nonostante tutto quella battaglia psicologica i piaceva, era divertente sfoggiare quei sorrisi strafottenti mentre il doganiere cercava di capire chi diavolo fossi in realtà.

Minuto 70. La fila di auto raggiungeva Trabzon a vista d’occhio. Il doganiere chiama un suo collega e fa”Secondo te è lui questo in foto?”

Minuto 80. “Ah Italia Italia….. Buffon!!!!”

Minuto 90. Sentivo sbraitare dietro di me… ma chissè ne frega!!

Minuto 100. “Benissimo Emanuele Luponetti, Welcome to Georgia!”

Mentre lasciavo il patibolo d’esecuzione vidi il doganiere uscire e guardarmi con la tipica espressione “Di sicuro mi hai inculato”.

Di certo non era nelle mie intenzioni ma nessuno ha mai detto che questo sia un mondo giusto!

La  principale differenza sostanziale dal passare in Turchia alla Georgia è semplice: la gente in spiaggia!!! Se per 400km da Samsun a Sarpi non c’era l’ombra di un costume o di un bikini i georgiani si stavano ammassando con i loro ombrelloni variopinti.

Batumi, la principale località balnerare georgiana sul Mar Nero. Ricca di locali, di stabilimenti balneari, di vita, di dj’s, di….. tutte balle. Sarà che essendo abituato alla Riviera Adriatica ho una mia idea di come deve essere una bella località sul mare. In quel momento ho rimpianto la sbocca del fiume Musone. Vista la delusione meglio tirare dritto!

Ah dimenticavo, seconda differenza… Se in Turchia fino a quel momento era TUTTO ORDINATO, PULITO e TRANQUILLO la Georgia si presenta come un bel casino.

Vi spiego.

Oltre allo stile di guida dei georgiani che hanno la percezione di gareggiare in un circuito di Formula 1 ai bordi delle strade sono presenti anche dei giudici di gara: tantissime vacche! In mezzo alla città sia ben chiaro.

Ripeto, non i vigili urbani!!!!!

Ogni vacca che si rispetti decideva di attraversare quando lo riteneva opportuno causando una marea di testa coda, incidenti etc. Quindi è ESSENZIALE sapere dove ANDARE. Al minimo indugio mi potevo ritrovare con il posteriore ammaccato. Magari sul ciglio di una strada piena di letame,

Fortunatamente conoscevo il percorso per arrivare fino a Makhinjauri, appena fuori Batumi. E qui l’incontro che mi darà il bel servito nei giorni a seguire. Avevo fame e beccai un chiosco poco distante dalla stazione. Vidi un’immagine di un qualcosa simile a un calzone. Tramite il dito della mia mano feci capire alla titolare la mia richiesta. Lei mi disse

“Khapachuri!!”

Lo mangiai avidamente come l’ultimo dei morti di fame. Poi ne ordinai un’altro, Ricco di formaggio era davvero buonissimo, l’ideale dopo una giornata ad alto tasso di adrenalina……..

Mentre a piedi rientravo nel mio buco di stanza passai davanti a due fuoristrada che si erano tamponati a vicenda (che novità!). Erano li da 4 ore circa dal mio arrivo. Gli animi erano tesi e la signora tutta vestita in tiro stava imprecando contro la polizia e il malcapitato. 4 ore per una tamponatina senza feriti o danni gravi. Sapevo di non potermi permettere incidenti, ma vedendo quelle scene e quella burocrazia mi resi conto che non sarebbe stato facile uscirne illeso da quel covo di matti.

Mentre la padrona di casa mi offriva dell’uva e una mela a dir poco disgustosa iniziai a pensare al giorno successivo.

Tbilisi!

Next post- BATUMI – TBILISI (Via Kutaisi -Gori)

 

 

 

 

 

 

 

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