1° Parte: ANCONA – TRABZON

 

29/08: Ancona – Igoumenitsa (Greece) By ferry

30/08  Igoumenitsa (Greece) – Kesan (Turkey) 720km

31/08 Kesan(Turkey) – Tosya (Turkey) 750km

01/09 Tosya(Turkey) – Trabzon (Turkey)  586Km

“The distance is just in your mind” – Jennifer

Port of Ancona -28/08/14
Port of Ancona -28/08/14

Il traghetto regala da sempre delle bellissime immagini a qualsiasi viaggiatore. Parlando con diversi pazzoidi sparsi per il mondo ho capito che l’acqua, i gabbiani e tutto ciò che rappresenta l’ambiente marino aggiungono del pepe ad ogni avventura. La traversata del mare richiama personaggi illustri come il buon Cristoforo Colombo, Magellano o Cook e sotto sotto ognuno si sente un po’ come loro anche se nessuno osa dirlo ;). Sarebbe troppo da sboroni…..

La mia ultima esperienza in ferry era datata 11 aprile 2007 (giusto nel giorno del mio compleanno). Stromness – Turso, 2 ore circa di traversata nel Nord della Scozia partendo dalle Isole Orcadi. Mare in tempesta, onde della madonna e un freddo cane con raffiche di vento a 90km/h. Dall’oblò le bellissime scogliere dell’isola di Hoy con i gabbiani “rintanati” nei loro nidi. “Gran figata” pensai.

Invece ad Ancona nessun mare in tempesta, vento nullo con un sole cazzuto. E una confusione indescrivibile. Il 28 agosto è considerato periodo di bassa stagione ma a vedere la fila di auto e camion intenti a salire a bordo non sembrava. Mentre mi stavo girando i pollici un tizio scende dal suo “4runner” Toyota e si avvicina alla mia auto. “Ohi scusami ma non è che questa auto è in vendita? E’ illibata!”

Già, Cesira! Per dirla in parole povere un affarone. Il vecchio proprietario di Monselice ci andava a pesca e al massimo ci portava la moglie al supermercato caricando giusto le buste della spesa. Appena la vidi, con il tutore ancora nella caviglia (erano i periodi della riabilitazione e zoppicavo vistosamente), pensai che appena mi sarei rimesso l’avrei utilizzata per uno scopo ben preciso: viaggiare on the road fino al Caucaso. E non per altro. Bè, non proprio, qualche “topina” ci è entrata…… Ottimo prezzo di vendita, condizioni perfette(al parcheggio del supermercato non si usurava di certo) e affare fatto! Due anni dopo eccomi sulla banchina del porto con LEI, pronto ad inserire la marcia D e dare gas!

Ore 5 del mattino. La mia schiena aveva preso la forma della branda facendola a pezzi, il materassino non era proprio della Eminflex vista la scomodità. Nella mia cuccetta ero da solo e un caldo africano mi avvolgeva a causa di guasto all’impianto di condizionamento. Mentre sollevo la mia schiena(ex) ecco la voce dalla reception che ci invita ad alzare le chiappe con direzione garage. Il grigiore del porto di Igoumenitsa mi da il benvenuto in Grecia. Erano le 7 del mattino ed è in quel frangente che è iniziata la mia avventura!

FINE DELLA MALEDIZIONE!!!

Già, troppi viaggi avevo cancellato in due anni!

Spiegare a parole quella sensazione di libertà priva di SFIGHE è impossibile! Dal momento che ho dato gas nulla sarà più come prima. ERO DENTRO IL VIAGGIO!!

Tutto libero. Niente traffico. Interessante il cartello”Sei in casa degli orsi fare attenzione”…….. Fino a Salonicco montagne, pecore e capre. Poi il bellissimo mare Egeo mi regala una view con il mare blu e le tipiche case greche in sottofondo. Tutto bello, tutto rilassante. Successivamente varco senza problemi il confine turco con destinazione Kesan, località scelta a caso sulla mappa come punto di “approdo”. E proprio qui che iniziamo a divertirci! Si dice che se non vivi il popolo locale non capirai mai lo spirito di una Nazione…. Ero a 200 metri dal mio Hotel quando mi imbattei all’ingresso del mercato locale! “Che culo” pensai, “Ho proprio beccato il giorno dedicato alle bancarelle!”. Era sabato e c’era un casino di gente per strada con altrettanti muli con carretti. Era quasi impossibile passarci in mezzo e guarda la sfiga l’hotel era al centro di quella baraonda. Dopo aver girovagato intorno a quel pandemonio decisi di buttarmi nel mezzo nel vero senso della parola. Mostrando “i muscoli” certo.  Io bello grosso in versione Annibale che cerca di sfondare il muro nemico, investendo letteralmente tutta la merce appoggiata per terra dai mercanti con relative bestemmie rivolte  ad Allah . Imponente per tutti ma non per l’asino che mi trovo di fronte. Mega cagata davanti al cofano con tanto di scrollatura del capo!!!!

Welcome to Turkey! Questo si che è rispetto!!

Ma la fortuna aiuta gli audaci. l’Hotel era proprio dietro l’asino-portinaio con tanto di parcheggio riservato. Verso le 19 un forte vento invase il centro città quindi passeggiare fuori era off-limit. Mi limitai a divorarmi il mio primo Kebab nella “hall” dell’hotel con la tv accesa. Ataturk era ovunque in TV sottoforma di icona, seguito da quella odiosa melodia turca di sottofondo….. ecco la mia ninna nanna!!

Nei due giorni successivi attraversai Istanbul, la steppa dell’Anatolia settentrionale fino ad arrivare alle porte di Samsun.

Carino il mar nero.

Non una figata assoluta ma pensavo peggio. 400km circa separano Samsun da Trabzon. La strada che costeggia il Mar Nero è caratterizzata da bei giardinetti, palme e pulizia. Giresun e Fatsa si rivelano località interessanti. Specialmente Ordu che con la sua funivia regala una bella visuale dalla cima della collina sovrastante. Sarebbe stato bello avere la TIPA con cui bere un tè sulla spiaggia, faceva molto “romantico”……

Infine eccoci a Trabzon!! La città non è un gran che ma fortuna che il personale dell’hotel ci ha messo del suo per regalarmi un momento indimenticabile!!!

Dopo aver cazzeggiato sul lungomare (sembrava di essere a Portocivitanova) rientro e chiedo della mia chiave(della stanza). La ragazza della reception si alza e per 5 minuti non la vedo. Al suo rientro la vidi con un bicchiere d’acqua in mano. Pensai che gli aveva preso l’arsura (QUEL GIORNO C’ERANO 38°). Invece con un bel sorriso luccicante me lo da in mano!! ECCO LA CHIAVE!!!!!

La barriera linguistica è quasi insormontabile fuori dai classici luoghi turistici. Ad Istanbul, in Cappadocia e ad Antalya non avrete problemi ma nel resto della Turchia , come vedete, si scambia la parola “KEY” per “WATER”!!!!! Con un sorriso Colgate altrettanto luccicante tiro fuori le chiavi della mia auto mimandogli quello che voglio davvero, ringraziandola dell’acqua fresca!!! Una cosa è certa: il popolo turco ama comunicare! Non importa se non parlano la tua lingua, ma si sforzano di capire chi sei e di parlare un po’. Portatevi sempre con voi un bel taccuino con penna, male che va iniziate a disegnargli qualcosa e da li in poi saranno tutte risate! Un vecchio e semplice trucco made in Mongolia……

Fino a quel momento era stato tutto un guidare, dare gas e sudare fino a ridurmi ad un accappatoio “mollo”. Il giorno successivo partii prestissimo in direzione Sud: destinazione Monastero di Sumela, il gioiello del Mar Nero!!! Finalmente qualcosa di interessante!

 


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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