CAUCASUS ’14 – Prefazione

Raccontare un viaggio durato 32 giorni non è facilissimo. Il fatto di aver attraversato 5 Nazioni percorrendo 10.350km totali on the road ti porta a vivere un’infinità di situazioni differenti e quindi tante cose da raccontare poi al ritorno nel Bel Paese. Alla domanda “Hey raccontami del viaggio” rispondo sempre con un generico “Tutto bene ero rilassatissimo e dovresti prenderti mezza giornata libera solo per le prime 2 settimane di viaggio”!!!.

In questi giorni ho tentato di raccontare ciò che ho vissuto con amici da ogni parte del Globo tramite “Skype” o “Whats App” riscontrando una fatica immensa nel farlo. Dovrei scrivere un poema ogni volta e a dirla tutta dopo un po’ mi stanco! Anche dal vivo non è che la situazione sia migliore….. Ho sempre cercato di riassumere il tutto in poche parole perchè le cose da dire sono tante e magari il tipo o la TIPA di turno non ha 8 ore libere per sentire racconti su Draghi incontrati in Kurdistan o fate turchine in Georgia.

COME LI RACCONTI 32 GIORNI?????

Lo scopo principale è uno solo.

NON FARE ADDORMENTARE IL TUO INTERLOCUTORE!!!

Se parli a macchinetta super eccitato dopo 10 minuti il tizio in questione inizierà a non capirci una mazza. Seguiranno dei gran mal di testa con lunghissimi sbadigli. Poi magari con una scusa del cavolo ti saluterà tornando a casa senza aver capito dove diavolo sei stato.

Per evitare tutto questo casino mi sono attrezzato con una pennetta Usb e le 1200 foto. Come un rappresentante di professione mi dirigo nella casa dell’amico, magicamente estraggo la pennetta e voilà il suo Pc si riempirà di immagini. Magari ne selezioni alcune raccontandogli un po’ di aneddoti per ognuna di esse. In questo modo è garantito che non si addormenta!!!

Visto che ho un sito web sfrutto al meglio questa occasione CERCANDO di raccontarvi al meglio la mia meravigliosa esperienza di viaggio senza farvi prendere dei colpi di sonno improvvisi!!!

“Caucasus ’14” nasce da un’idea del 2012, fermo su un letto d’ospedale con la gamba a penzoloni. Avevo bisogno di una distrazione forte visto che la noia stava avendo la meglio sulle mie facoltà mentali. Babbo mi consegnò una mappa che avevo a casa. Presi il pennarello e da Ancona tirai una linea dritta fino a Igoumenitsa(traghetto) per poi proseguire fino a Istanbul. Poi Trabzon, Kutaisi, Tbilisi, Yerevan&Tatev per poi risalire fino a giro di boa a Baku. Gran finale sporcando di inchiostro il Kurdistan, ritenendolo un luogo da visitare a tutti i costi. Alla fine ne uscì fuori un bel tragitto. “Assolutamente alla mia portata” pensai.

Due anni di attesa per trovare il momento buono con il vento favorevole (senza sfighe per dirla breve). Nell’ aprile 2014 la decisione di fissare la partenza per il 28 agosto. Con la mappa del viaggio tatuata nel cervello mancava solo di effettuare il “set up” su Cesira, la mia Toyota.

Ero consapevole di poter avere tantissime rogne durante il viaggio: rotture meccaniche; malanni fisici; intoppi vari; stronzi azeri&armeni lungo la strada. Per evitare queste “sfighe potenziali” ho passato 5 mesi nell’organizzarmi al meglio in modo da farmi trovare sempre pronto. Ammetto che è stato abbastanza stressante per il semplice fatto che TEMEVO di dimenticarmi qualcosa. I dettagli fanno sempre la differenza!!!

Il risultato finale? Al mio arrivo ad Ancona il 30 Settembre, puntualissimo( il 1 ottobre il lavoro mi aspettava al varco….), sbarco al porto come se fossi stato assente per pochi giorni. Fisicamente ero al Top e mentalmente nessun segno di stanchezza. “Cesira” era OK e durante il viaggio non aveva avuto nessun problema…. alla grande insomma!!

Sinceramente appena tornato a casa non mi rendevo conto di ciò che avevo fatto e DI DOVE ERO. Mentalmente stavo ancora galoppando in Kurdistan……

Due giorni dopo mi svegliai in piena notte. Saranno state le 5. Mi alzai, andai in bagno come tutte le sante mattine. Poi cercai la mia valigia, il mio zaino e la mappa che nel casino generale del ritorno si trovava a ridosso del letto. Presi il tutto e aprii la porta. Cesira sulla mia destra. Maverick e William davanti a me come per dire “Dove cazzo vai a quest’ora?”. Alzando lo sguardo la Madonna di Loreto illuminata. In quel momento capii di essere tornato a casa e di avere lasciato il cervello da qualche parte, laggiù nel Caucaso……

 

PRIMA PARTE: ANCONA-TRABZON – coming soon……

 

 

 

 

 

 

 

 

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