13°/14°day: Hoyr Zagal – Ulaanbaatar (Fine viaggio)

 

Avevamo passato una serata davvero super.

Come al solito, Luciano aveva fatto la sua porca figura tirando fuori dal suo cilindro (un pozzo senza fine) una confezione di Parmigiano Reggiano DOP per offrirlo ai nostri cari cugini d’ Oltralpe che si trovavano proprio alle nostre spalle durante l’ora di cena. Proprio a loro, i nostri nemici. Coloro che sbandierano ai quattro venti la loro supremazia a tavola.

Bè, erano almeno 20-30 persone. L’effetto PR non ha tardato a rivelarsi fatale visto che in 2 minuti era letteralmente scomparso dalla tavola, con qualche soggetto che si lamentava del fatto che la razione non era stata sufficiente al suo fabbisogno!

Come ho accennato parecchie volte, viaggiare con un gruppo del genere significa che non puoi mai essere sicuro di seguire una scaletta rigida di viaggio al 100%. In qualsiasi momento, un qualsiasi soggetto potrebbe tirare fuori l’idea giusta per terminare in maniera dignitosa la serata.

“Ma perchè non andiamo a trovare i tedeschi nell’altro campo?”

Come disse il nostro Tour Leader “Guidare di notte in Mongolia è una cosa da pazzi”. Parole datate 9/8/2011

Ci siamo divertiti molto quella notte ma a pensarci bene con tutte quelle vacche che dormivano in mezzo alla strada nel buio più totale c’era poco da stare tranquilli…….  in quel momento ho dedotto che il saggio Simone aveva perfettamente ragione. Le vedevi giusto all’ultimo momento sbucare dal nulla ed era davvero semplice andarci a sbattere. Facile comprendere chi l’avrebbe passata peggio.

Il giorno successivo, dopo aver attraversato il parco nazionale Hustai ( dimora del mitico cavallo di Przewalski, l’unico al mondo che vive ancora allo stato brado), arriviamo ad UlaanBaatar. Giusto il tempo di riposarci un pò che qualche ora dopo eravamo già in marcia in direzione nord.

E qui sono iniziate le sorprese.

Fino a quel momento avevo attraversato luoghi che nulla avevano avuto a che fare con quelli di casa nostra dal punto di vista paesaggistico. Ma a 15 minuti di strada dal centro città avevo avuto l’impressione di essere stato catapultato sulle Alpi. Foreste, verdi pascoli e graziose casette/proprietà di vari colori. Mancava solo una Heidi con gli occhi a mandorla. Visto la qualità delle tenute, era facile intuire che erano abitazioni di persone agiate per uso estivo oppure occupate durante il weekend per fuggire al caos cittadino.

In ognuno di questi villagi si trovavano anche impianti sportivi, scuole e tanti altri servizi.

Dopo aver attraversato alcune montagne eccoci arrivati davanti all’attrazione locale chiamata turtle rock, una roccia enorme che rievoca la sagoma di una grossa tartaruga. Sotto di essa c’era un bel campo Ger con annesso ristorante

Ed è proprio qui che facciamo un incontro parecchio interessante.

Eravamo in attesa del nostro pranzo quando dalla finestra vedo la sagoma di una moto con 2 persone.

“Hey ragazzi, c’è una moto di fuori”

Tempo 2 secondi e  Andrea era già con la faccia attaccata al vetro.

“E’ una BMW !!”

A ruota tutti gli altri centauri si appiccicano alla finestra per poi uscire dal ristorante. Nemmeno per gli avvistamenti alieni ci potrebbe essere tanta suspance.

La sagoma della BMW Hpn 1040 cc si allontanava sempre di più per poi tornare indietro ed “atterrare” di fronte al nostro ristorante.

La prima cosa che ho notato sono stati gli adesivi sui 2 bauli. C’era mezzo mondo incollato in quella moto( Australia, Cina, USA, Argentina)… chiaro segno che i 2 in questione erano gente di esperienza. Indossavano abbigliamento altamente tecnico con 2 piccoli zaini dietro le spalle.

Appena scesi dal mitico Bmw impolverato notiamo che i 2 alieni sono un uomo e una donna. Un’occhiata al volo al contachilometri( segnava 300.000 km…)

“Piacere sono Claus”

Il Dottore e la sua compagna ( non ricordo il nome ma c’è da segnalare che parlava la bellezza di 5 lingue) hanno iniziato a raccontarci delle loro avventure, del loro viaggio e di molto altro ancora. Dopo aver acceso il suo Tablet, il dottore inizia a mostrarci le foto dei suoi viaggi in giro per il mondo, continente Antartico incluso. Tutto molto bello e affascinante.

Dopo aver dato una “lucidata” alla sua Canon 1ds Mark III ( chiaro segno di professionalità ) inizia a raccontarci della sua esperienza in Mongolia fino a che la sua compagna non ci spiega le enormi difficoltà che hanno avuto alle porte del deserto del Gobi. Mentre le raccontava, notavo in lei ancora la paura che si portava dietro nonostante fosse passato qualche giorno.

“Avevamo appena attraversato i monti Altai per poi dirigerci verso il deserto del Gobi. Il paesaggio era meraviglioso, per non parlare dei tramonti!!Tutto era Ok fino a quando non abbiamo avuto dei problemi ai cuscinetti delle ruote e quindi siamo stati costretti a fermarci ….dovevamo cambiare l’asse della moto…. ma come??? Eravamo soli, non c’era nessuno…abbiamo provato a guardarci intorno ma c’era soltanto il NULLA.  Siamo rimasti 2 giorni li in attesa che qualcuno passasse. Non avevamo molta acqua e  cominciammo a preoccuparci. Inoltre aveva iniziato a piovere e a tirare vento…. Fortunatamente una carovana ci ha notato e ci ha aiutato a sostituire l’asse della nostra BMW con quella di una Honda 150… Abbiamo ripreso il nostro viaggio, ma è stata davvero dura. Ogni uadi o fiume si è rivelato davvero molto profondo e quindi difficile da attraversare….”

Claus è stato più diplomatico.

“In fondo Emanuele gli inconvenienti fanno parte dei viaggi no?”

Parole sante!!

 

Conclusioni:

Le parole di Claus e della sua compagna rappresentano cià che la Mongolia è nella realtà: bellezza, meraviglia, esplorazione accompagnata dalla paura allo stesso tempo. Ho avuto la fortuna di essere accompagnato da un gruppo solido che sapeva il fatto suo e non c’è giorno che non pensi a quella mitica avventura. Più passa il tempo e più questa esperienza acquista valore.

La cosa strana è che ogni volta che viaggio on the road vedo la Nissan scassata di Simone davanti a me che ” da via di culo ” pericolosamente come una nave in mezzo al mare durante la tempesta, oppure mi giro istintivamente per controllare se le moto dei miei ex compagni di viaggio sono dietro di me come un pazzo preso dalle allucinazioni!

Ho in mentre altri viaggi da realizzare, e sono sicuro che in qualsiasi posto del mondo andrò ci sarà sempre un Simone o un qualsiasi componente della “squadra” ad indicarmi la giusta strada!

 

Infine voglio ringraziare tutti coloro  che mi hanno fatto raggiungere quota 400 visite lungo questi 4 mesi. Lo scopo di questo blog è stato quello di raccontarvi  la Mongolia in maniera diversa rispetto al solito. Mi ha fatto piacere sapere che c’è gente che si è ricreduta su questa Nazione, visto che avevano l’immagine di una landa desolata interrotta qua e la da qualche cammello!

 

A presto e alla prossima avventura, con la speranza che riuscirò a creare un sito decente entro la fine dell’anno!!! 🙂

Emanuele!!

 

 

 

 

 

 

 

6 Comments on “13°/14°day: Hoyr Zagal – Ulaanbaatar (Fine viaggio)

  1. Gli inconvenienti danno quel qualcosa in più..e ti permettono di vivere esperienze uniche..se tutto filasse liscio che sfizio ci sarebbe?-Pbellissimo blog!

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