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Ile d’Orleans – Quebec CANADA  05/05/17 

“Per come ricordo questo è il mese d’aprile più freddo degli ultimi 40 anni” / Marta

Me& my “team” – Quebec CANADA

 

Dai primi di aprile mi ero abituato all’idea di dovermi svegliare sempre con un tempo grigio, spesso piovoso, umido da fare schifo MA in un fortunato sabato il sole era alto come nei giorni migliori. Da un po’ di giorni era routine andare nel retro del capannone, prendere una muta di cani e farmi un giro. Nonostante il periodo c’era ancora neve ovunque, un freddo cane e un tempo prevalentemente invernale quindi le piste erano ancora agibili per le slitte. Il mio battesimo è iniziato a Pasqua. Il titolare del centro sleddog, Trevor, ha la bellezza di 250 Hunsky (250!!) e il mio appartamento era a un tiro di schioppo da li; visto che dopo il lavoro andavo spesso al Centro un bel giorno il tipo mi fa “Vai, prendi una muta e fatti un giretto su al Nord fino al villaggio, ci vediamo domani”. Nemmeno mi avesse affittato uno scooter. Nessuna dritta, giusto un paio di comandi per i cani e tanti saluti.

Esperienza indimenticabile, memorabile. 40km in solitaria in mezzo al bosco senza sapere dove diavolo sarei arrivato. “Segui il sentiero”. A parole tutto molto semplice. Arrivo al villaggio integro giusto in tempo per la cena, c’era un tizio con un mega falò che mi stava aspettando. Tutto ciò mi ha ricordato parecchie scene da film come nel “Il Richiamo della foresta” o “Zanna bianca”: il fuoco, la carne sulla griglia, il cielo limpido con tutte le stelle, i locali che mi raccontavano delle loro battute di caccia all’alce. I cani accucciati un po’ più in la.

Tra una costoletta e l’altra discutevo con i nativi sulla forza di questi cani, sulla loro resistenza etc. Bisogna prestare un po’ di sana attenzione sulla slitta, una distrazione e BAM……..

Ora vi spiego questo “BAM”.

Un giorno Trevor mi avvisa che al Centro sarebbero arrivati dei visitatori per un giro in slitta e che quindi potevo unirmi all’escursione con il mio collega di lavoro Quentin, un belga che come me lavorava al cantiere. 3 mute di cani: il titolare davanti, la coppia di turisti in mezzo e noi a chiudere. I novelli sposi venivano dal Michigan: lei bella sorridente; lui con una vistosa fasciatura al braccio destro immobilizzato. Giusto, mi sembrano le condizioni migliori per questa attività……..

Il percorso era molto semplice, ad anello, senza grosse complicazioni MA la slitta va guidata, indirizzata, bisogna prestare un po’ di attenzione. Per chi non è pratico, la slitta è fornita di un freno a pedale con le punte in ferro per arrestare la muta con in più una corda di canapa collegata all’estremità delle pettorine dei cani che bisogna stingere fra le mani per bene. Una sicurezza in più, almeno in teoria. Inoltre è fondamentale bilanciare il peso mentre si è a bordo, in primis in curva.

Ora che avete capito come funziona, vi racconto cosa ci è capitato in appena 45 minuti di tour.

Se ricordo bene il marito all’inizio si piazza al comando della slitta mentre la moglie si siede davanti. La muta andava avanti in tranquillità e quindi ne ho approfittato per fare alcune foto al paesaggio.

Ad un certo punto la loro slitta si ribalta. Il tipo con il braccio ingessato viene scaraventato in mezzo alla neve, insieme alla moglie. Bloccati come un sacco di patate. Ricordate la corda di canapa? Bene, la ragazza non ha capito bene che doveva tenerla ben salda e quindi la slitta letteralmente SE NE VA. I cani, super eccitati, vanno a schiantarsi addosso a quelli di Trevor. Un grande casino: 16 cani che si azzuffano intrecciandosi fra di loro. Il povero Trevor era sotto la neve schiacciato dal peso dei cani.

“Io sono la guida e non ho mai bisogno di aiuto”, mi disse Trevor qualche giorno prima come da vero maschio ALFA.

Dopo essermi assicurato che i novelli sposi erano OK io e Quentin ci dirigiamo verso la nostra guida. Ci fermiamo e stiamo li a guardare pensando “Bè, lui è la guida e non ha bisogno di nessun aiuto”. In quel momento ci siamo comportati come i peggiori dei figli di puttana, li fermi a guardare Trevor che non riusciva ANCORA a muoversi.

“Cazzo ragazzi mi date una mano o no?”

Alright, e come no! Con molta cura agganciamo la nostra muta al tronco di un albero e tiriamo fuori il poveraccio.

Incazzatissimo, va verso i novellini:

“Tutto ok? Comunque dovete stare più attenti”.

15 minuti dopo stessa scena, gli americani si ribaltano di nuovo con la slitta e per puro miracolo Trevor fa in tempo a fermare la sua muta, legarla e scendere per prendere al volo quell’altra.

5 minuti dopo il fattaccio. Curva a gomito. La coppietta come al solito non bilancia la slitta. Lo schianto contro l’albero è inevitabile. Ho ancora davanti l’immagine del poveretto che vola incastrandosi tra i rami, con il braccio ingessato. La moglie finisce rovinosamente sotto il greppo. I cani ripartono in tromba e travolgono di nuovo Trevor.

Per tirare fuori il poveretto ci ho messo una ventina di minuti. Visibilmente sofferente malediva in silenzio tutto l’universo cinofilo. La poveretta è stata invece tirata su dal greppo grazie a una corda e a forza di strattoni. Entrambi erano in sovrappeso di parecchi chili, abbiamo sputato sangue ve lo assicuro. Non pensavo che avrei fatto tanto volontariato in Canada come in quel giorno.

Poi una voce:

“Ma che cazzo!!! Aiutatemi!!”

Ah giusto, lui era ancora sotto la neve.

Dopo aver dato prova delle nostre capacità di intervento (ahaha) la giornata giunge al termine.

“Trevor, come stai?”.

“Io sono la guida, non devi preoccuparti”.

I maschi ALFA non hanno mai bisogno di alcun aiuto, giusto?

Durante i miei viaggi ne ho conosciuti di “Fenomeni”, e Trevor rientra nella top 10. Escludendo questa testa calda devo dire che il Quebec è pieno di gente meravigliosa. Ho vissuto esperienze meravigliose, paesaggi da cartolina e molto altro. Non è stato facile lasciare la mia “comunità” di colleghi e nuovi amici, nonostante il tempo e i broccoli insipidi messicani accompagnati da altro cibo al sapore di plastica (ragazzi, niente cibo FRESCO……).

Mentre ero in attesa del mio volo di rientro ricevo un messaggio. Era di Trevor.

“Se il tuo nuovo business in Italia dovesse andare a rotoli, posso offrirti un lavoro qui al Centro. Grazie di tutto!”

Meglio tardi che mai! W la meritocrazia!

Alla prossima!

Emanuele

 

My team – Quebec CANADA

 

 

 

 

 

 

 

 

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